Roberto Scippa
Vagando Dentro 2011 - Cantautoriale, Pop, Folk

Vagando Dentro

Un disco per scavare dentro un uomo del duemila, tra lavoro, amore e malinconia. Un classico disco cantautorale, senza troppi spunti innovativi

Gli anni di buon cantautorato italiano non vengono smantellati e rivoluzionati da "Vagando Dentro" di Roberto Scippa. Sebbene l'album non sia di pessima qualità, queste tredici tracce non comunicano nulla di nuovo e viaggiano su una linea retta, senza concedersi curve o salti qualitativi. Finisce così come aveva cominciato, senza troppi stravolgimenti. Dal lato testi, la canzone d'autore di questo esordiente tocca argomenti largamente consolidati in questi anni e in un modo perlopiù scontato.

Tra le ingiustizie del quotidiano lavorativo (E' il mercato del lavoro, da una parte c'è il sudore e dall'altra tutto l'oro - "Canzone al lavoro") e una disperazione che si unisce a una sensazione di rassegnazione (Ho la testa che gira a vuoto per il lavoro che non trovo e l'amore che scivola via dalle mie mani - "La testa che gira a vuoto"), Roberto si serve di una chitarra arpeggiata e arricchita - in alcuni punti - da accompagnamenti di violino e tastiera.

E' proprio qui che si nota la carenza principale di "Vagando dentro". Il lato strumentale troppo debole, che disegna la maggior parte dei pezzi, rende il disco noioso e stancante. Nei pochi minuti, invece, in cui riesce ad essere interessante ("Un re" oppure "La testa che gira a vuoto") guadagna molti punti anche in ambito comunicativo. L'album, comunque, vede sin troppi pezzi infelici, il confronto con i pochi punti interessanti non regge e lo fa cascare nel baratro della bocciatura.

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