Ex Luna
Ex Luna 2012 - Pop rock

Ex Luna

Pure melodie all’italiana e gelidi sintetizzatori all’inglese: sei canzoni per altrettante hit radiofoniche che, ahimè, non sentiremo mai in radio.

Partiamo subito con i complimenti: gli Ex Luna suonano quello che sarebbe l’elettropop perfetto per un’ipotetica (quanto improbabile) edizione di Sanremo dall’alto profilo qualitativo. Sì insomma, l’impressione è che la band piemontese abbia scovato la ricetta segreta della Coca Cola, preoccupandosi di non farlo sapere tanto in giro, visto che non mi spiego una così scarsa risonanza mediatica nei confronti di un’opera prima dal clamoroso potenziale radiofonico, capace d’intingere spregiudicate ruffianerie melodiche all’italiana dentro una prelibata salsa elettronica made in UK (se vi capita gustatevi “Dalla Luna”, “Tattica e Strategia”, “Gli angoli più bui”).

C’è in questo EP d’esordio quel non so che di irresistibilmente anni ‘70/’80 che ti spinge a rimembrar in bianco&nero, e non tanto per la cornice musicale – danzereccia e umorale quanto basta – quanto per le trame liriche e vocali di Liz che, per certi versi, ricordano i frangenti più zuccherosi del repertorio proposto da romanticoni del calibro di Matia Bazar o Loretta Goggi, grazie a strofe come “Una bugia cosa vuoi che sia”, “M’ama non m’ama, è solo un gioco ma se poi si avvera?” o ”Cosa non darei per un po’ di magia”; così banali, è vero, eppure a questo giro per nulla fuori luogo grazie al quel loro sintetico contrappeso che tutto riporta alla più stilosa contemporaneità (Depeche Mode, Hurts e Goldfrapp su tutti).

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