Albedo
A Casa 2012 - Cantautoriale, Indie, Pop rock

A Casa

Tutti a Casa con gli Albedo: un concept album intriso di storie personali e condivisibili, carico di sentimento e di facile approccio.

"A Casa" è il seguito de "Il Male", l'ottimo concept album d'esordio dei milanesi Albedo. Una band che tiene molto al concetto d'ìndipendenza, in tutte le sue accezioni, da apprezzare soprattutto per la coerenza mantenuta nel non voler scendere a compromessi, gestendo liberamente il proprio progetto e rilasciando anche questa seconda prova in free download, in collaborazione con Inconsapevole Records.

Dopo aver dato fondo a tutta la loro rabbia nei confronti di una società chiusa in stereotipi, ipocrisia e malessere urbano, il quartetto milanese si cimenta con una prova decisamente più intima, nella quale il sudore rock e l'impietosa - ma sempre poetica - analisi del nostro quotidiano sembra esser accantonata, in favore di un'ottica più cantautorale e aperta al sentimento. Un rock melodico che si tinge di colori dei più vari: dall'alternative nostrano (la verdeniana "Baci di Giuda") a quel retrogusto new wave palesato dall'onnipresenza di delay, piano e tastiere ("Confessioni"), tutto sembra volgere verso il concetto di musica leggera d'autore, grazie a ottimi arrangiamenti che, oltre a non scadere nel banale, non sono mai troppo debitori verso altre esperienze.

Nessuna velleità rivoluzionaria o sperimentale, ma un sound che, nella forma canzone più tradizionale di sempre, è il segno di una band dotata di una certa personalità e in grado di destreggiarsi nei contesti melodici. Pensieri e frasi come "Che cosa avresti da dire se lo chiamassimo amore?...Io non so se l'amore è un livido. Se Dio, mi basti tu. E le tue spiagge deserte. Le mie promesse di carta..." ("L'Amore è un livido") o "Con le labbra rovinate dall'astuzia di chi pensa ma non sa. Tutti fuori, tutti esclusi dalla cerchia di questa stronza nobiltà. E ci piaceva farci male. Come darti torto eravamo pessimi..." ("Lorenzo") sono prova di un songwriting intriso di sentimento e dolore. Senza dimenticare disillusione ("Come sarebbe bello dimenticare un pezzo di me stesso in questa casa, per vedere da lontano se è vero che fuori dal letto noi ci amiamo..", "Questo Stato di Confine") e frustrazione ("Guardo voi poveri scemi deficienti, v'improvvisate gay, intellettuali irriverenti, mettete i dischi a palla nei club post londinesi, lasciatemelo dire che non lo sapete fare. Questa musica è un merda, la musica è una merda...", "La Musica è Una Merda" in perfetto Zen Circus style,).

In definitiva, "A Casa" è un album da ascoltare senza remore, malinconici o incazzati che siate. Una prova apprezzabile nella sua interezza, che mostra una band conscia delle proprie capacità e intenzioni, sincera e impagabilmente controcorrente nel suo modo di fare musica. "A Casa" è il rifugio sicuro dove abbandonare il passato, luogo nel quale confluiscono tutte le scelte della nostra società, giuste o sbagliate che siano, meta in cui ritrovarsi e lasciarsi andare ad un futuro migliore. Gli Albedo si mettono ancora una volta a nudo. Dopo "Il Male" non potevamo aspettarci di meglio.

Vedi la tracklist e ascolta le tracce sul player nella versione completa.