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Fakes from another place 2012 - Rock, New-Wave, Alternativo

Fakes from another place

Pochi spunti felici per un disco che non mostra segni di maturitĂ  artistica

Undici brani tra l'alternative rock e la dark-wave, un secondo album che non si distanzia troppo dal precedente "Nulla da decidere” (2008).

In quattro anni non è cambiato molto, a parte la scelta di cantare in inglese. La voce non è quasi mai al naturale, si mischia agli altri strumenti in un calderone di effetti per tutta la durata dell'album. La scelta a volte è funzionale ("Absent life", "Release the catch"), ma alla lunga l'attenzione cala, e anche i momenti decisamente più sperimentali e più interessanti (“Little waves”) o una certa verve aggressiva (“Who the hell”) non gli fanno guadagnare un giudizio positivo.

Un disco decisamente potente ma che, sostanzialmente, ha poche idee. Speriamo che in futuro ci facciano cambiare opinione.

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