Troupe D'Elite
Troupe D'Elite EP 2012 - Rap, Hip-Hop

Troupe D'Elite EP

brutti beat, metriche inutili, flow del discount, ritornelli vinti alle slot machine e un uso randomico del termine “swag”. Il tutto condito da un'autocelebrazione assolutamente ingiustificata.

Allora, dov'è che eravamo rimasti? Ah, sì, dicevamo che il rap in Italia – nel 2012 – è tanto, grosso, e gode di una popolarità mai vista. Ok, per cui vediamo cosa comporta concretamente.

Conseguenze positive: fare rap è un business. Anche in Italia. E l'attenzione intorno al fenomeno – unitamente all'immenso potenziale promozionale dei nuovi media – garantisce visibilità anche ai nomi underground e alle vecchie glorie. Insomma, ce n'è per tutti.

Conseguenze negative: i Troupe D'Elite. Si diceva sopra che ce ne è per tutti. Forse sarebbe meglio dire che ce n'è per troppi.

"Siamo più tosti dei panini alle cinque ai chioschi". Ecco, appunto, praticamente una versione 2.0 dei ragazzini che rappavano "Io la solita merenda non la voglio più" in una celeberrima pubblicità anni Novanta. Anche il look, più o meno, è quello. Ma aspetta, aspetta, cerchiamo qualche altra perla dall'omonimo incredibile EP di questi quattro giovani talenti. Ah, ottima cover tra l'altro, di sicuro la migliore copertina nella storia del rap italiano, forse se la gioca giusto con quella de “Il CD Divino” de Il Divino Otelma. Ecco, trovata un'altra bomba. Fa così: "Ho scoperto di avere un cazzo gigante da quando ho visto quanta gente ci sta sopra". Uh, c'è anche questa: "Sono più fresh del ventilatore in metro, metto lo snapback al contrario perché ho gli occhi dietro". Eh beh, quasi quasi mi sfuggiva il capolavoro assoluto: "Ora swaggo, piscio, cago, fumo ubriaco". Cioè. Ma che cazzo è? Qualcuno dovrebbe spiegare ai Troupe D'Elite che non basta mettere gli occhiali da sole e menarsela una cifra per essere dei rapper. Quasi spero in un nuovo pezzo hip hop di Alessandro Cattelan e del suo socio per rialzare un po' il livello della scena.

Questo disco è brutto. Punto. Anzi, peggio: è offensivo. Anche perché stiamo parlando di una uscita Tanta Roba, la label di Guè, la stessa che produce gli ottimi Salmo ed Ensi. E come se non bastasse “Troupe D'Elite EP” è pure licenziato Epic Italia (Sony Music). Quindi, tornando all'attacco della recensione, perché in un momento particolarmente florido, in cui di talenti ce ne sono – e anche tanti – bisogna investire in quello che è praticamente un progetto parodistico? Sarà che in Italia la merda va sempre forte, ma qua c'è in gioco il rispetto per il pubblico. E i numeri su Youtube – ahimè, ormai sempre maggiormente un metro di giudizio indispensabile – dimostrano quanto il gradimento per i Troupe D'Elite sia scarso.

Del resto sarebbe incomprensibile il contrario. Stiamo parlando di brutti beat, metriche inutili, flow del discount, ritornelli vinti alle slot machine e un uso randomico del termine “swag”. Il tutto condito da un'autocelebrazione assolutamente ingiustificata e da una totale mancanza di umiltà (i tizi sono ventenni o giù di lì). E quel che è grave è che non hanno nemmeno la tenera ingenuità di un Baldazzi, per cui non sono nemmeno lontanamente giustificabili.

Va beh, vado ad ascoltarmi il pezzo rap di Povia per pulirmi le orecchie. Ciao.

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