Nuju
3° (mondo) 2012 - Folk

3° (mondo)

Come gli horror fatti bene o i dischi hard rock: un lavoro per gli amanti del genere

Prendi i Mau Mau e mettili da una parte. Prendi i Modena City Ramblers e mettili da un'altra. Prendi Peppe Voltarelli e mettilo da un'altra parte ancora. Prendi la Bandabardò e già sai cosa fare. Poi impugna riga e matita e tira le diagonali del quadrato che è uscito. Al centro troverai i Nuju.

Per il terzo album della band calabrese, i riferimenti sono questi. Combat folk, patchanka e testi tra poesia, esaltazione di uno stile di vita fuori dagli schemi e impegno civile, spesso declinato con sarcasmo. Quel filone lì, insomma: quello che negli anni '90 è sbocciato e si è diffuso a macchia d'olio, negli anni zero si è richiuso su se stesso e oggi sopravvive ancora in parecchi progetti. Alcuni tragicamente invecchiati, altri nati morti, altri buoni. I Nuju fanno parte senz'altro della terza categoria. Certo, va sempre fatta la tara: come il precedente, questo disco dei Nuju è un disco di genere. Ovvero un lavoro che non dà nessuna sorpresa, nessuno scossone: chi ascolta abitualmente questi suoni, lo troverà un gran bell'album; chi ne è lontano, difficilmente sarà convertito.

Ma non sono questioni che toccano i Nuju, giustamente. Chiamateli datati, fuori tempo massimo, anacronistici, ma loro hanno fatto una scelta chiara e la portano avanti con coerenza. I Nuju fanno combat folk-patchanka. E la fanno molto bene. Tutto il resto conta davvero poco.

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