Fiori di Cadillac
Cartoline 2013 - Rock, Psichedelia, Alternativo

Cartoline

Rock onirico, raffinato e surreale. Un bell'inizio.

Potrei collocare i Fiori di Cadillac vicini a certo rock inglese, con richiami ai Radiohead di "Hail to the Thief", ai Doves e, spostandosi un attimo geograficamente, certo pop sognante che ricorda facilmente i Sigur Ròs. Il cantato in italiano, però, conferisce al suono un colore mediterraneo del tutto estraneo ai riferimenti già citati.

Cartoline” ha il sapore di concept: ogni brano rappresenta un’esperienza o un frammento dell’esistenza, creando una sorta di filo conduttore intimistico che si passa da brano a brano, come una dote. Merito anche dell’uso dei synth raffinati e mai invadenti, che lasciano il giusto spazio alle parole creando anche un buon dialogo con la batteria, mai scontata, quasi mai in 4/4 e sempre sincopata. Il disco si apre con “Il ministero dell’amore” con una leggera vena trip hop/jazz e si conclude in chiave psichedelica/noise, sempre tenendo d'occhio i dettagli, sempre avendo padronanza di quello che si sta facendo.

Il mosaico emozionale continua attraverso brani di grande dolcezza come “Io resto qui” o di malinconica nostalgia come “Le tue Cartoline” (un vero gioello testuale: “ Vorrei soltanto amarti - mi troverai sempre qui -quando poi dai tuoi viaggi tornerai - leggerò le tue cartoline senza parole"). Affascina l'onomatopeico astrattismo di “La Lancetta dei Secondi” dove lo scorrere del tempo suona come un sequencer di un synth impazzito che va in distorsione. Segnalo infine la pregevole “Fuori Nevica”, canzone casinista in puro stile rock anni ’90  metà tra brit e grunge e la ballad “Prima” con un fingerstyle ricchissimo di armoniche. Insomma, la band dimostra una maturità poetica e una padronanza tecnica davvero importanti, che ben si affiancano ad una sensibilità toccante e fuori dall’ordinario. Speriamo che sia solo l'inizio e che il prodotto diventi ancor più personale.

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