Drifting Mines
Comeback 2013 - Rock'n'roll, Blues, Rockabilly

Comeback

La giusta colonna per ogni sorta di spaghetti western

Quando in mezzo a troppe cose belline, forse carucce o non abbastanza brutte ascolti qualcosa che ti fa muovere subito la gambetta e ti fa dire: “ma questi chi cazzo sono?”, è sempre meglio approfondire la questione. Detto fatto. Leggenda vuole che dopo dieci anni di silenzio quasi totale “Comeback” sia stato registrato in sole sei ore, per volontà del cantante e chitarrista Adalberto Correale. Una scrittura ispirata all'interno del rock'n'roll più genuino e crudo, riletto attraverso il pisma del garage-punk e del blues. Musica da viaggio on the road, per attraversare lande desolate, villaggi polverosi e steppe bruciate dal sole dell'America più selvaggia.

Il sound del trio romano affonda le proprie radici nell'immaginario sonoro e visivo creato da un Sergio Leone o da un Morricone: “Comeback” potrebbe essere la giusta colonna per ogni sorta di spaghetti western. E di pezzi che piacciono al primo ascolto ce ne sono, come l'opentrack “Spitfire Boogie”, non poteva esserci miglior biglietto da visita, un onda sonora travolgente e adrenalinica, due minuti di puro rock'n'roll incendiario. I Drifting Mines non si fanno e non ci fanno mancare niente, divagazioni blues (“Water or Gasoline”), richiami di sperimentalismo psichedelico (“Adoradores del Dios dormiente”) e la ballata “Mirage” dove la voce di Correale diventa protagonista. I riferimenti del caso sono ovvi (Johnny Cash, Cramps, The Gun Club, Buddy Holly..) anche perché se questo è un disco bello e non stanca mai bisogna dire che non è originalissimo ma ha tutto quello che serve per far ballare anche Clint Eastwood.

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