Good Morning Finch
Gemini 2015 - Indie, Post-Rock, Shoegaze

Gemini

Una band dal futuro importante. Garantito.

In occasione di "Cosmonaut", il precedente ep, si parlava della possibilità che i Good Morning Finch potessero essere gli eredi dei Giardini Di Mirò. Beh, "Gemini" manda in tilt ogni previsione. Oggi infatti il quartetto siciliano è profondamente diverso da ciò che era solo un paio d'anni fa. Le architetture post rock si sono irrobustite e trasformate, come un flusso di coscienza che col passare dei minuti diventa piena consapevolezza di sé. Più muscoli, stesse atmosfere. E poi la voce. Già, perché i Good Morning Finch trovano le parole giuste per imbastire un discorso esistenzialista, giovanile e non banale. Canzoni in italiano, dunque, con la linea vocale ben definita e in primo piano: una scelta non proprio da shoegazer ma che per una strana combinazione di elementi - l’epica degli alti volumi e la malinconia dei lunghi silenzi, per esempio - alla fine sembra funzionare meglio di quanto sarebbe stato lecito attendersi. Prendiamo “Copenhagen”: otto minuti di psichedelia esagerata, di post-rock classico e di cantautorato nascosto, qualcosa che vede i Mogwai di “Come On Die Young” alle prese con gli Smashing Pumpkins visionari di qualche b-side di “Siamese Dream”, con in più un cantato italiano che fa molto anni Novanta. Ecco, questo episodio assieme al gazing assoluto di “Notte elettrica” rappresenta il momento più entusiasmante di un album ben fatto, opera di una band dal futuro importante. Garantito.

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