Calvino
Gli elefanti 2015 - Cantautoriale, Alternativo

Gli elefanti
15/06/2015 - 09:00 Scritto da Mara Guzzon

Una ninna nanna maledetta, realizzata in corrispondenza di un punto di contatto tra lo stile cantautorile e l'alternative-pop

Milano sembra una città diversa ogni volta che passa attraverso il filtro di osservazione di chi ci vive o ci soggiorna per poco e, in questo primo album ufficiale del cantautore Nicolò Lavelli, in arte Calvino, diventa una sorta di non-luogo saint-exuperiano. Un posto dove la purezza mai perduta degli occhi di un bambino è pervasa da un cinismo universale intercambiabile e si interfaccia, tramite l'immaginazione, con paure e desideri, i mostri più reconditi delle nostro subconscio. Inutili i paragoni: Calvino ha una propria identità vocale (e autorale) che brano dopo brano trova la sua completa esplicazione. "L'amaro in bocca" apre il diario, con sonorità delicate e parole sincere; seguita da "Gli astronauti", un susseguirsi di spensierati ricordi d'infanzia rivisti ad anni di distanza in chiave post-moderna. "Gli elefanti" è un viaggio immaginifico tra visioni lisergiche e menzioni oniriche: i grossi animali dotati di proboscide sono i parenti, oppure danzano sulle rovine delle metropolitane, o ancora stanno in equilibrio sopra al filo dei pensieri.

La parte successiva è strutturalmente ancora più elaborata: "La perdita del controllo", favola al contrario che fotografa una temporanea incoscienza voluta, è costellata da suoni dilatati e piccoli riverberi. Il "Nuovo mondo" infine, descrive una rinascita sonora e interiore, il punto di arrivo dopo un complicato percorso fatto in solitudine, per trovare completezza nell'altro.
Questo disco è come una ninna nanna maledetta, realizzata in corrispondenza di un contatto tra lo stile cantautorile e l'alternative-pop, il tutto calato in un'aurea timbrica vintage: si snoda su una scrittura capace di trasformare sogni e pensieri dissociati tra loro, in una serie di canzoni dall'immaginario tangibile e pittorico. L'invito è a seguire attentamente i passi di Calvino, che non avrà scritto un album da massimo dei voti (manca ancora qualcosa per renderlo un'uscita eclatante), ma che sicuramente denota qualità molto al di sopra della media.

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