DUNA
La Balena e la Collina Blu 2015 - Strumentale, Psichedelia, Afro

La Balena e la Collina Blu
27/01/2016 - 09:55 Scritto da Silvio Bernardi

Prosegue sulla sua strada tra afro e psichedelia la formazione milanese, che sforna un secondo disco piacevole ma a cui mancano idee forti a sostenerlo

Prosegue sulla sua strada la formazione milanese dei Duna, senza abbandonare le sonorità tra psichedelia, afro e post rock che ne avevano caratterizzato l'esordio omonimo. Del quale resistono anche le suggestioni, i riff ripetuti ("StoneHenge") e le ritmiche tribaleggianti ("Wood"), mentre l'aggiunta delle tastiere conferisce maggior profondità ad alcuni brani ("Solstizio").

L'aspetto percussivo rimane preponderante, a scapito di quello armonico, dove capita di scontrarsi con qualche cliché di troppo ("Calypso", "Oasi"): la sensazione è quella suscitata dai brani del primo disco, ossia di girare un po' a vuoto senza mai riuscire a trovare l'intuizione definitiva.

L'ascolto rimane piacevole, e ci sono alcuni momenti felici, come "StoneHenge" e "Solstizio", ma nulla resta veramente impresso; e anche messo al servizio di una storia, stile colonna sonora, un disco come "La balena e la collina blu" tradirebbe comunque la mancanza di un'idea forte a sostenerlo.

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