Marian Trapassi
s/t 2004 - Cantautoriale, Pop, Acustico

s/t

Marian Trapassi è una che sa bene cosa vuole: il suo talento non lascia dubbi e il suo songwriting è quanto di meglio si possa desiderare da una giovanissima giunta al difficile secondo album.

Dodici canzoni in bilico tra un pop sussurrato e tendenze rock, addomesticate, queste ultime, in nome di una grazia in grado di modellare un disco dai toni pacati e gentili, che sembra prendere a prestito le lezioni di Carol King e Tori Amos. La formula della cantante siciliana si rivela piuttosto semplice, anche se efficace, e, comunque, lontana da sofisticazioni di sorta. Tra pulsioni acustiche e richiami elettrici, “Marian Trapassi” è un lavoro che alterna canzoni intimiste (“Luna fortuna”, la breve “Ipotesi 1”, “Rosi”) ad altre nelle quali l’energia è più che palpabile (“Storie”, dove appare anche un pianoforte, “Scatole cinesi” e la conclusiva “La mosca”). A ciò si aggiungano un paio di sentiti omaggi al passato: la cover di “Per Elisa”, vecchio successo sanremese interpretato da Alice, cantata in punta di piedi (con l’eccezione del refrain) se raffrontata all’originale, e un pezzo chiamato “Help e Penny Lane”, con chiari riferimenti ad una famosa band di Liverpool.

Una voce convincente - ma forse non del tutto giunta a maturazione - chiude il discorso e consegna ai posteri un disco non trascendentale ma senz’altro ben fatto, che non fa altro che aggiungere il nome di Marian Trapassi al (lungo?) elenco delle speranze del cantautorato italiano. Sul fatto che sia brava e talentuosa ci sarebbe da mettere la mano sul fuoco. Che poi riesca ad emergere come meriterebbe - vista anche ‘la musica che gira intorno’ - è tutto un altro discorso.

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