Cagnara
Geriatric Party 2015 - Rock, Punk, Psichedelia

Geriatric Party
08/02/2016 - 09:55 Scritto da Antonio Romano

Teatrino decadente, punk marcio, disperazione e repressione sessuale: ladies and gentlemen, il ritorno dei Cagnara

Ansia e disperazione stemperate da un’ironia borderline e, volutamente celata sotto una ostentata finta ignoranza, da una rara sensibilità artistica sono l’humus di cui si nutre questa strampalata band veneta.
“Geriatric Party”, secondo capitolo della loro saga discografica, si presenta, già prima dell’ascolto, come un oggetto curioso e particolare: il digipack riproduce esattamente, nella forma e nel materiale del cartoncino, una scatola di medicine ed anche il libretto coi testi è strutturato in tutto e per tutto come un bugiardino con indicazioni terapeutiche, controindicazioni, posologia e tutto il resto. Questa per me è genialità, “il fulmine e la demenza” che diceva Nietzsche.
Musicalmente il lavoro si struttura in dodici (unidici più la ghost track) pezzi punk di ispirazione anni ’80 italiana, Wretched e Kina i riferimenti più immediati, e mittel-europea, con band come Aztussis, Katapult, V.U. e le altre della scena di Kreuzberg, filtrate attraverso la riproposizione in chiave emiliano-catto-comunista che ne fecero i CCCP – Fedeli Alla Linea, che, in definitiva, emergono come l’evidente faro artistico dei Cagnara.
Ritornelli salmodiati quasi come slogan politici o come moniti di un sermone religioso, linee melodiche scarne e taglienti, scansioni ritmiche marziali, repressione sessuale e tendenza nei testi ad una perizia psichiatrica nazional-popolare (cit.) non sono, inoltre, gli unici elementi di contiguità con la band che fu di Ferretti e Zamboni: i Cagnara arricchiscono e commentano i loro concerti con uno spettacolino teatrale lo-fi e delirante, composto da maschere, declamazioni, marciume, confusione e rumori di feedback, guinzagli al collo e vari altri simboli sconsacrati della decadenza occidentale.

Tutto molto kitsch.

Per chi rimpiange la Cortina di Ferro, la Jugoslavia del Maresciallo Tito, i mercatini del contrabbando nella ex-Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, il Ferretti con la cresta e gli occhi spiritati, l'animalità e la schizzofrenia di Fatur ed alla plastica effimera preferisce l'odore celeste del ferro (ancora una cit.), questo lavoro sarà una piacevole e nostalgica scoperta.

Vedi la tracklist e ascolta le tracce sul player nella versione completa.