sonno.
Le Troixiéme Choix 2016 - Lo-Fi, Elettronica, Ambient

Le Troixiéme Choix

Un breve saggio di retroavanguardismo elettronico a bassa fedeltà che affratella sotto lo stesso cielo Chopin, Cioran, Eno, Schaeffer e il Game Boy!

Vivre contre l’évidence: chaque moment devient une sorte d’héroïsme” sentenziava il grande Emil Cioran. E come dargli torto, soprattutto di questi tempi? Il buon Alekos Gullone, in arte Sonno, va ben oltre la mera condivisione di pensiero costruendo intorno alle elucubrazioni del filosofo rumeno un vero e proprio concept che musicalmente, tra le altre cose, trasfigura oltremodo il romanticismo su tasti d’avorio di F. F. Chopin fino a renderlo lievito madre di un ambient rumoristico a bassa fedeltà.

Quello dello smanettone ligure è un breve saggio di retroavanguardismo elettronico che prova ad armonizzare all’interno dello stesso visionario quadro sonoro gli stravolgimenti di talune composizioni del pianista polacco – come interpretate da Arthur Rubinstein – la straniante cupezza di alcune produzioni dark-ambientali (meno estreme) degli ultimi anni (mi vengono in mente su due piedi certe cose dei Flowers for Bodysnatchers), il minimalismo contemplativo di scuola Brian Eno e una sotterranea sensibilità cinematografica, per quello che a tutti gli effetti si muove come una sorta di personale – quanto conciliante – riadattamento alla contemporaneità della musique concrète di schaefferiana memoria.
Un esercizio di stile a trazione analogica (solo una DAW per la fase di assemblaggio) che rasenta l’accademico cazzeggio laddove al colto citazionismo (la voce dello stesso Cioran registrata in “S. Cioran, ouverture” o i dialoghi tratti da “Utopia” e “Breaking Bad” mimetizzati rispettivamente in “Fin, sonata-Marche Funebre” e “In Ignem Aeternum, Polonaise”) e alle serrate destrutturazioni sonore (“Cycles des quintes”) alterna momenti palesemente più giocosi (su tutti il rifacimento di “Flash diving” degli Ennuì a colpi di Game Boy!).

Ostico senza esagerare, artigianale per partito preso, originale solo a fasi alterne e autoreferenziale giusto quel tanto per azzardare uno smarcamento “da tutti gli altri musicisti elettronici”.

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