Reesut
Reesut 2019 - Glitch, Minimal, Ambient

Reesut
24/11/2019 - 08:13 Scritto da Mattia Nesto

Calzamaglia nera sul viso, colbacco calato in testa, Reesut ci porta "per l'alto mare aperto" della musica drone, ambient, noise e beat

Quando inizia "Open Sea", con quel suono a metà strada tra la risacca dell'alta marea e il rumore di "quel mare scuro/ che si muove anche di notte/non sta fermo mai" capiamo immediatamente come Reesut, in questo suo disco omonimo, ci voglia portare per mano attraverso "l'alto mare aperto" della musica drone, ambient, noise e beat. E sarò così per tutte le tracce successivo di un disco che, è il caso di dire subito, ci è davvero piaciuto molto, proprio per la sua anima "liquida e inqueta", i suoni curatissimi e l'atmosfera da "futuro espanso" che si respira ascoltando i pezzi. Diego Federico Porfiri, artista e musicista nato e cresciuto a Macerata aka Reesut realizza quindi un grande disco che vede "Open Sea" come sorta di ideale vertice della sua produzione ma che anche nelle tracce successive riesce a mantenere alta la qualità. Forse ci ha convinto un po' meno "The Seamen" eppure anche qui, nel pezzo forse "più debole" dell'intero album, l'artista marchigiano ha infuso il suo tocco, già perfettamente riconoscibile. Ecco forse questo è il dato di fatto non solo più evidente ma anche più importante dell'intero "Reesut". Pur essendo un artista "giovane" Diego Federico Porfiri è già perfettamente riconoscibile nel panorama elettronica italiano, avendo una sua precipua stilistica o, se preferite, un suo personalissimo modo di navigazione attraverso i flutti della musica ambient e noise. 

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