Country Feedback
Season Premiere 2020 - Psichedelia, Indie, Alternativo

Season Premiere
07/01/2020 - 14:53 Scritto da Doriana Tozzi

L’esordio solista di Antonio Tortorello dei 7 Training Days fa tesoro dei ricordi del passato per spingersi con determinazione verso il futuro

L’immagine di copertina di “Season Premiere” fa già inquadrare l’epoca in cui si ambientano idealmente i nove brani di questa prima stagione del progetto Country Feedback, nuova veste di un’antica e apprezzata conoscenza, ovvero il polistrumentista frusinate Antonio Tortorello dei 7 Training Days, autore e produttore di tutti i brani, in cui suona diversi strumenti ma si fa anche accompagnare da una nutrita schiera di collaboratori. Il cambio di rotta rispetto alla sua ex formazione non è affatto drastico ma è comunque evidente benché probabilmente l’intento principale di questa prima raccolta con il nuovo moniker è soprattutto quello di affondare la penna in una direzione più introspettiva e personale.

Dopo l’inizio spigoloso e ipnotico offerto da “Shuck dat corn before you eat” e i suoi bei fiati in evidenza, il lavoro comincia maggiormente ad aprirsi alla melodia con l’agrodolce “Love usually leads to trouble”, la cui colonna vertebrale è il guizzante pianoforte che scrive il suo copione vintage trasportando magneticamente verso la più ruvida “Sparkles”. Caratteristica di “It sounds like the 90’s” sono invece le due voci, che si fanno compagnia nella strofa per prendere poi due direzioni diverse nel ritornello confrontandosi con le delusioni che il passare del tempo porta con sé. La strumentale “Bad habits die hard” è uno spartiacque tra la prima e la seconda metà del disco, che prosegue con le atmosfere oscure di “Burning the midnight oil” e di “Fearless”, sul cui ritmo pulsante si muove sinuosa e lenta la voce. Con le ultime due canzoni del lotto torna infine la luce che mai abbaglia bensì, come in quelle vecchie foto degli anni ’70, illumina delicatamente e con i suoi colori caldi mostra i contorni sbiaditi della nostalgica “When we were young” e della più positiva “Spring break forever”.

Notevole è il gusto di Tortorello per la selezione dei timbri e degli strumenti con i quali costruisce le sue architetture sonore modernamente vintage regalandoci un esordio solista che non tradisce il suo percorso e anzi, facendo tesoro dei ricordi del passato, lo spinge ancora un po’ più avanti verso il futuro.

 

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