Alessandro Ragazzo
Ricordi? 2020 - Pop, Indie

Ricordi?
08/06/2020 - 18:07 Scritto da Doriana Tozzi

Da apprezzare il coraggio del cantautore veneziano, che con questo ep inaugura un percorso in lingua madre, ma si fa fatica a riconoscerlo

Titolo quanto mai azzeccato quello scelto da Alessandro Ragazzo per il suo nuovo ep: “Ricordi?”. Sì, perché è proprio di immagini del passato che tornano a galla, ridisegnate nella mente con una tavolozza di colori talvolta più tenui e pastello e altre più forti e nitidi, che si nutrono le liriche di questo dischetto. Al centro dell’attenzione c’è soprattutto l’amore e in particolar modo le sfumature più nostalgiche di questo sentimento, che riaffiorano appunto tra i ricordi con la stessa malinconia della pioggia che cade mentre si guida in solitudine sulla tangenziale lasciando scorrere i pensieri.

Allontanandosi dal percorso musicalmente più intimo e dalle sonorità British che caratterizzava i suoi primi lavori, l’artista veneziano si inserisce ora in un punto indefinito della lunga parabola cantautorale italiana, che dalla vecchia guardia romantica si è evoluta lungo i decenni fino a giungere, più ritmata e a sprazzi elettronica, al moderno it-pop. Con “Ricordi?” (e con i tre singoli che l’hanno preceduto lo scorso anno) si inaugura quindi la sua produzione in lingua madre che da un lato permette a tutti i suoi conterranei di apprezzare meglio il romanticismo delle istantanee immortalate nei suoi testi, ma dall’altro lo privano di quell’elegante manto vellutato e caldo che dava un taglio personale e internazionale ai suoi primi lavori.

Una scelta coraggiosa, quindi, quella di cambiare rotta e tentare nuove strade, ma con questo primo lavoro si cade troppo spesso nel “già sentito” e si sente ben poco pulsare quell’anima inquieta e sensibile che traspariva dalla produzione in lingua inglese. Da Alessandro Ragazzo ci si può aspettare molto di più.  

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