Marlene Kuntz
S-low (live acoustic) 2006 - Rock, Acustico

S-low (live acoustic)

A priori si pensa sempre che operazioni commerciali come questa di cui vi andremo a raccontare siano da catalogare sotto la voce “riempitivi”. Ma è anche vero che a pensar male si fa presto e quindi liquidare “S-low” in questo modo sarebbe anche relativamente facile.

Perché in realtà i Marlene Kuntz vengono da due dischi in studio che quasi tutta la critica ha idolatrato, mentre il giudizio del sottoscritto è stato altalenante, convinto che il quartetto di Cuneo abbia in qualche modo esaurito la spinta creativa dei primi 3 lavori, avviandosi verso una metamorfosi tuttora in coso. E forse questo esperimento, grazie alla serie “Storytellers” di Mtv, servirà loro per riflettere e ricercare nuovi equilibri dopo la dipartita di Dan Solo. Nel contempo trovano in Gianni Maroccolo un complice di prim’ordine, che li accompagna al basso aggiungendo nuova linfa a canzoni che Godano & co. ripescano dal repertorio e rileggono in chiave acustica. Operazione che negli anni hanno compiuto quasi tutti i nomi con una carriera consolidata alle spalle e una produzione cospicua, esattamente come per i cuneesi. Per cui i 12 “ripescaggi” qui contenuti non sono nient’altro che un lancio spericolato con un atterraggio mordibissimo, potendo infatti scegliere su diversi brani ormai entrati nella storia della canzone italiana. Anzi, a pensarci bene, se ci fossero stati i giusti presupposti, una di queste tracce avrebbe potuto figurare tranquillamente fra le proposte di un Sanremo aperto a soluzioni melodiche inedite con pochi agganci alla tradizione.

Detto - e fantasticato su - ciò, basta scorrere la tracklist per farsi travolgere da ricordi e nostalgia; per di più, nel mixaggio spesso viene lasciato spazio alla voce del pubblico (vedere e sentire “La canzone che scrivo per te”), scelta emblematica nel significare un atteggiamento meno ortodosso rispetto alle posizioni a cui i quattro ci avevano abituato.

Per cui volume basso e ritmi a rallentatore, proprio come da titolo, per dare spazio alla dimensione più intima e strettamente “cantautorale” delle canzoni, sempre nel limite di quanto un gruppo come i Marlene Kuntz possa permettersi. Di conseguenza fornire un giudizio diventa complicato, perché si passa in rassegna parte della storia, anche personale, di cosa sia stata la musica rock in Italia negli ultimi 10 anni e passa. L’unica nota negativa è l’effetto “collage” che si genera all’ascolto, trattandosi di 12 pezzi assortiti da diversi concerti; trattasi di difetto su cui si potrebbe soprassedere, ma sarebbe bastato qualche accorgimento in più nella fase di assemblaggio per ingannarci sull’esito finale.

Poi spetterà a voi scegliere quale ricordo preferiate fra questa dozzina, perché ognuno ha le sue preferenze e stavolta il critico rischierebbe di toccare corde che per ogni singolo suonano in maniera diversa.

Vedi la tracklist e ascolta le tracce sul player nella versione completa.