Guido Foddis
Italia gangbang 2006 - Rock

Italia gangbang

Stanchi del cantautore alternativo con tanto di barba posticcia capace di esaltare il proprio pubblico al grido di “americani boia”? Delusi dal collettivo ethno-world-technorock con attitudini punk che si batte contro il capitalismo dall’alto del suo contratto con una multinazionale del disco? Allora Guido Foddis potrebbe fare al caso vostro. Chi ha presente “L’oro di Napoli”, vecchio bianco e nero di Vittorio De Sica, quando Eduardo De Filippo distrugge il guappo di periferia con una pernacchia? Bene, “Italia gangbang” fa a pezzi presidenti americani, no-global d’accatto, capitani d’industria poco coraggiosi, (ex) sottosegretari con narici potenti quanto un aspirapolvere con la stessa forza: quella dell’ironia. Tanto che temi come la guerra in Iraq, Echelon, la new economy si trasformano da argomenti da salotto per radical-chic in occasioni buone per prendere tutti per i fondelli. Foddis accompagna la sua vena satirica facendo spesso ricorso al rock (a proposito, l’intro di “Bim bum Bush” ricorda “Roxanne”) e le cose migliori arrivano quando le chitarre spingono (“Voglio entrare nella Digos”), o negli esperimenti quasi free-jazz di “Una canzone per Echelon”. Il giocattolo funziona meno nei ricorsi, forse un po’ forzati, ai ritmi vagamente sud-americani (“Come sei pignola”), ma va meglio nelle ballate divise con Cisco (la tenera “Il nuovo Eldorado”) e i Gang (“Tra la polvere e il cielo”), nelle quali il dileggio lascia spazio a riflessioni pacate sul trionfo del progresso e sulla libertà di stampa. Non sempre, dunque, il Foddis riesce nello scopo, qualche sbandata c’è e talvolta i testi non sono all’altezza (“Bush usa il cannone con l’ogiva, sarà forse che c’ha il cervello meno grosso di un’oliva”) ma si tratta di peccati veniali. Resta da chiedersi se “Italia gangbang” non possa rappresentare il deleterio trionfo del disimpegno e del qualunquismo. Può darsi, il dibattito è aperto, ma se in Italia la canzone di protesta è arrivata alla frutta una ragione ci sarà.

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