Mauro Ermanno Giovanardi
Cuore a Nudo 2007 - Cantautoriale

Cuore a Nudo

Di un viaggio immaginario, come sono le cartoline che scriverai? Poi lo capisci. Che i viaggiatori immaginari le cartoline le cantano, le suonano. Scriverle mai. Allora il punto interrogativo si rilassa e distende, diventa esclamativo e si allunga fino a premere il tasto play.

"Cuore a nudo" è il primo album solista di Mauro Ermanno Giovanardi altrimenti detto Joe dei La Crus. Un progetto tra musica, letteratura, recitazione, canzone e poesia. Un pentagono nato live nel 2004 e che ora si ferma nel lettore cd. Di quello conserva l'idea duttile della performance senza rete, la parola che, cantata o pronunciata (mai detta), è regina e la distanza ridotta tra voce e pubblico. E poi il tempo. Quello teatrale che annulla il tempo individuale. La sospensione dal quotidiano anche se del quotidiano si racconta. Fino al sipario. Che qui si chiama "Traccia 18".

La scommessa è avvicinare la canzone alla poesia sonora, senza necessariamente doverle confondere. Vincerla non significa musicare le poesie, ma vestirle e sostenerle con un tappeto che non sia zerbino.

Un album-astuccio per l'anima di Giovanardi. Trasparente. Ché da fuori devi vederlo. Istrione, animale da palcoscenico, la sua essenza trova qui compiuta espressione. Sul treno di un viaggio che non è monologo, Joe è il macchinista sporco di carbone e sorridente. La sua vocazione d'interprete della canzone d'Autore, già sorella di inediti nell'ambito La Crus, qui non viene ostentata. C'è coralità. Bisogno di passeggeri. Un girotondo lirico, divertito, tragicomico e sensuale. A prendersi per mano sono le parole di Shakespeare, Penna, Lodoli, Tondelli, Pagliarani, Gualtieri, Tonino Guerra. Sono finestrini verso un paesaggio che fuori corre veloce. Ed ha le sembianze di Tenco, De André, Fossati, Toffolo (ma anche Mau Mau con "Solo Sfiorando"). Vagoni intermedi di raccordo, due brani inediti ("Cuore a nudo" e l'intima "Testamento d'amore", che a suo tempo non fu inserita nell'ultimo album dei La Crus, "Infinite possibilità"). Poi "La giostra", un loro pezzo "antico", una cartolina dal passato. Il treno è corale per definizione e lega anche voce e suono. Allora tra i passeggeri vedi Fabio Barovero con pianoforte e fisarmonica (la cui esperienza maturata come autore di colonne sonore regala qui un'imponenza mai pomposa), Paolo Milanesi che lustra la sua tromba e le sei corde di Lorenzo Corti. E non solo loro. Coralità, infine, è la gente che viaggia con te. E allora due pezzi sono dal vivo e si confondono volutamente con quelli registrati in studio.

Equilibrio funambolico di note che camminano sull'esile filo della poesia. L' essenza di Joe abita questa dimora privata, occupa lo spazio di un palco. Joe Crooner, altro che Condor, direi ironizzando, per il belcanto confidenziale ed intenso unito alle sfumature del recitato.

Un album che oltre ad ascoltare, leggi. Come una cartolina. Ma lo spazio bianco è sempre troppo poco per contenere tutto. Allora ti limiti ai saluti, sperando nell'immaginazione.

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