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Biografia Management del dolore post operatorio

lanciano (CH), Abruzzo

Rock, Punk, Cantautore 

Quattro ragazzi si ritrovano fracassati dopo un incidente d’auto.
Gli toccherà, loro malgrado, fare i conti con il dolore post-operatorio, chi per una gamba rotta, chi per un ginocchio frantumato e chi per una milza asportata.
Sviluppano quindi nei corridoi dell'ospedale di Lanciano (Chieti) la loro filosofia, di una semplicità affascinante: l'unica alternativa al dolore è il piacere, in ogni sua forma più personale e astratta; e si promettono di lottare strenuamente, contro tutti coloro che per il proprio tornaconto e per opportunismo puro, hanno reso questa nostra vita un insopportabile (bisogna ammetterlo) tormento.
La loro rabbia e la loro ironia verbale e sonora l’inseriscono di diritto tra i migliori gruppi indipendenti (indipendenti per davvero, non a chiacchiere!) del momento. Entrano ai primi dieci posti della “Top 50 brand new 2010” del MeiWeb, classifica dedicata alla musica emergente, con il singolo “Nei Palazzi”, ricevono il premio al MEI per l'innovazione tecnologica nella promozione musicale. Come un esercito affamato vincono TUTTI i concorsi ai quali partecipano (tra cui Italia Wave, Primo Maggio Tutto l’Anno, Il Rock è Tratto ecc.) dei quali l'ultimo e più importante li vede scelti dalla giuria del festival UPLOAD di Bolzano, alla cui direzione c'è il Sig. Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, come rappresentanti dell'Italia al POPKOMM di Berlino. Vincono il “Premio produzione al MArteLive 2010”, entrano quindi nel roster dell'etichetta MArteLabel e con questa registrano il loro album d'esordio ufficiale “AUFF!” con la produzione artistica di Manuele "Max Stirner" Fusaroli (Zen Circus, Luci della centrale elettrica, Nada, Tre Allegri Ragazzi Morti, Teatro degli Orrori e chi più ne ha più ne metta).

Luca Romagnoli (voce), Marco Di Nardo (chitarra), Andrea Paone (basso) e Nicola Ceroli (batteria) si definiscono Poeti Provinciali. La loro strategia, pensata all'ombra delle montagne Abruzzesi, si propone - tra un'osteria e un palcoscenico - di martellare il cervello di tutti gli abitanti dello stivale, mettendo in scena (specialmente in sede live) un vero e proprio teatro vivido e spietato, in cui è la vita stessa a farla da protagonista, con tutte le sue contraddizioni e situazioni grottesche.
Sono NON violenti (ma a vederli sul palco non si direbbe) e innamorati della vita; quindi non sopportano le gabbie, le manette e i confini.
Non vi lasceranno scelte: o siete con loro, oppure contro di loro!


Dicono dei MaDe DoPo:

“Il giovane quartetto abruzzese spalanca il sipario sulle contraddizioni e debolezze umane, sbattendole in faccia con foga teatrale priva di manierismi, puntellando i testi declamatori e dissacranti di spigolature wave e precise ritmiche angolari…”
(Luca Minutolo – FUORI DAL MUCCHIO)

“Riescono a unire il punk, alcuni tratti del cantautorato di denuncia e un'ironia dissacrante di straordinario impatto” (Alessio Gallorini - ONDALTERNATIVA)

"Fa strano perchè questi ragazzi abruzzesi cavalcano i loro tormenti provinciali con la dirompente forza di chi ha in pugno un teatro gremito di gioventù sonica"
(Manuel Graziani - RUMORE)

“... una delle più belle e interessanti novità del nostro panorama. C’è dentro l’apocalisse di parole declamate con sarcasmo, rabbia e sofferenza, chitarre in un misto di grezzume punk e freschezza indie, liriche capaci di colpire dritto al cuore anche senza passare per la via più diretta...”
(Fabio Gallato – IMPATTO SONORO)

“E' una crisi profonda, quasi da bava alla bocca, ma intelligente. Questi ragazzi celebrano il "punk celebrale", da pogare con il dizionario in mano o quantomeno con un'espressione meditativa e crucciata...”
(Josè Leaci - SALTINARIA)

“Intelligentissimo progetto concettuale che assembla CCCP, rock’n'roll, il punk sozzo dei vicoli londinesi post-Sex Pistols, i due generi sopracitati, un certo cantautorato colto (Tenco piuttosto che Battiato) ma soprattutto una dirompente forza d’urto nei testi. Band giovane. Ma non sembra. Il frontman è un’attrazione pura. Prova a volare con le sue alucce d’angelo, urla, si dimena, ispirato, prende a pugni l’aria, mentre scorrono idealmente le immagini di guerre, lobotomie moderne, aborti, morti, piccole e grandi apocalissi del nostro tempo. Piacciono. Convincono!”
(Emanuele Tamagnini – NERDS ATTACK)

“L'interpretazione della fantasia in musica, chitarre acide che incidono indelebili solchi nel cervello, la mia
fuga dalla realtà diventa imminente. Live in Punkow non è poi cosi lontano. Vive. Tutto diventa strano, corrosivo, il momento della ribalta che esce allo scoperto, il sangue rosso fuoco dentro le stanche vene”
(Riccardo Merolli - ROCKAMBULA)