Polistrumentista e compositore.

Alessandro Santoni (31-05-1979 Vimercate –Milano)
Inizia a suonare da piccolissimo grazie al padre e allo zio, rispettivamente chitarrista e batterista di un gruppo progressive rock degli anni ’70:
Casa di cura Pio IX (http://www.italianprog.com/it/a_list_c.htm)
Dal 1993 al 1995 frequenta il CPM (centro professione musica) di Milano, la scuola fondata da Franco Mussida (PFM) seguendo corsi di batteria e teoria musicale.
Nel 1996 partecipa a uno stage di batteria e basso con Tullio De Piscopo e Stefano Cerri.
Dal 1996 al 1998 prende lezioni di chitarra con il maestro Alessandro –Finaz- Finazzo (Bandabardò)
Contemporaneamente impara a suonare il basso e le tastiere in maniera autodidatta.
Compone e registra brani di svariati generi, dal rock al blues, dalla new wave alla pop elettronica.
Suona in tutta Italia con diverse formazioni, come batterista/cantante e come chitarrista/cantante.
Nel 2004 entra nei Quintessenza, gruppo prog rock toscano, come batterista/arrangiatore.
Nel 2005 esce l’album Pharmakon (http://www.truemetal.it/reviews.php?op=albumreview&id=3961)che riscuote grande successo tra critica e pubblico.
Nel 2007 entra come bassista/cantante negli Strange Flowers, storica band pisana di psichedelic rock, con cui registra 3 album
e gira Italia ed Europa. http://www.strangeflowers.net/The_Strange_Flowers/The_Strange_Flowers_Right_Now.html
Nel 2011 registra un album solista, NULLAPARK , suonando tutti gli strumenti. Ospite del disco Andrea Appino degli Zen Circus.
Dal vivo si presenta al basso e voce, accompagnato da un batterista e un chitarrista, formazione in trio per mantenere un sound minimale ma d’impatto!
Un live di rock schizofrenico!
http://soundcloud.com/alessandro-santoni
http://www.lizardlounge.it/
Nel 2011 collabora come polistrumentista (batteria, basso, glockenspiel e tastiere) con il cantautore Andrea Carboni, aprendo live di Folkabbestia e Marlene Kuntz.
http://www.andreacarboni.it/
A cavallo tra il 2014 e il 2015 registra Psicopatici Romantici. Album molto intimo, sia musicalmente che nelle liriche, un sound a tratti grunge primi anni '90, a tratti cantautorale anni '70.