Cato are Roberto Picinali guitars, voice, dj, percussion, producer.

Cato non si ferma mai. Nel 2014 l'omonimo disco d'esordio, trainato da una tripletta di videoclip dagli ottimi riscontri su Youtube ( 36 mila view in tutto). L'anno scorso il
viaggio in auto lungo la Via della Seta, una traversata di 15 mila km in 35 giorni dall'Italia a Hong Kong insieme alla sua chitarra per raccogliere fondi a favore di Emergency e Admo. Ora un nuovo disco che allarga gli orizzonti sonori del suo
cantautorato pop capace di reagire alle brutture della vita. “+ Love – Stress” è il disco roots di Roberto Picinali (questo il vero nome di Cato), dove per radici si intendono tutti i rivoli sonori di un musicista cosmopolita, che ama muoversi per il
mondo e divertirsi con la propria musica, portando in giro il suo messaggio di pace, amore e sorrisi.
“+ Love – Stress” è un disco roots nel senso di reggae innanzitutto, declinato secondo melodie allegre e contagianti come nella danzereccia “La-Up” e nel primo singolo “African Boys” dedicato agli immigrati con cui Cato è a contatto
quotidianamente (lavora come operatore presso un comunità di accoglienza). Un brano che accompagna le celebrazioni per i venticinque anni di vita della cooperativa bergamasca Ruah e vede la partecipazione di alcuni ragazzi giunti nel nostro Paese per cercare fortuna. Ma le radici di Cato sono anche quelle che s'incontrano nelle altre tracce del disco. E
così le “classiche” e rotondissime ballad pop-rock del nostro vengono via via contagiate dal blues (“Respirando il sole”), dal rock (“Brucerò”), dal surf (“Bluesy”, “Senza fretta”) ma anche dal folk galiziano (“Bambole”, con il flauto del
musicista spagnolo Xulio Lorenzo), senza dimenticare le atmosfere europee della fisarmonica, il corno nella proggheggiante “Corri nel vento” e l'elettronica che
caratterizza “Tranquillo” e “Everyday fuckin’ robots”, sorprendente traccia synth
pop che chiude il disco prima delle comiche follie di “Steppa infinita”.Questa mescolanza di generi non sminuisce il consueto mood solare di Cato, che anche quando racconta vicende dolorose come l'immigrazione o una più quotidiana
storia d'amore finita mantiene sempre un'innata vitalità, ben rappresentata dall'ottimismo del titolo scelto per il disco.
E' nel segno di “+ Love – Stress”, slogan che vale anche come una dichiarazione di amicizia e accoglienza, che Cato è riuscito a coinvolgere nella lavorazione delle sue
nuove canzoni ben ventuno musicisti, alcuni dei quali sono fra i migliori esecutori della scena musicale bergamasca. Quello che ne risulta alla fine è un lavoro fresco,
divertente e contagioso: proprio quello di cui abbiamo bisogno in tempi non proprio allegri come quelli attuali. Cato ci ricorda che, nonostante tutto, la vita merita di
essere vissuta perché c'è sempre un modo per cercare di essere felici. E quando ci si ritrova nelle situazioni più stressanti delle nostre giornate a canticchiare mentalmente
una delle sue canzoni allora viene decisamente voglia di dargli ragione.