CarmenSita band; album: OUTTA KALI PHOBIA - Autoprodotto

CARMENSITA
“OUTTA KALI PHOBIA”
(Autoprodotto, 2015)

Data di uscita: febbraio 2015

Primo lavoro per il duo formato da Carmen Cangiano (Premio Janis Joplin 2010) e Claudio Fabbrini. Rock-blues chitarra e voce. Percussioni africane e un harmonium indiano effettato. Un colorato sciamanesimo nella metropoli, carico di psichedelia, ironia e spiritualità.

“Outta Kali Phobia” è il primo disco del progetto CarmenSita formato dalla cantante e autrice Carmen Cangiano e dal chitarrista e sperimentatore Claudio Fabbrini. Un duo, ma sarebbe meglio dire un binomio di opposti che trova il proprio completamento nelle sette tracce di un disco marchiato da una visione multiforme e vibrante del rock-blues.

Istinto e razionalità. Yin e Yang. Sole e luna. Carmen da una parte, premio Janis Joplin 2010, voce potente, indole istintivamente genuina e sanguigna. Claudio dall'altra, un vero “nerd” della chitarra e nucleo razionale di tessiture armonico-ritmiche mai prevedibili. Al centro una manciata di canzoni che evocano senza raccontarle alcune vicende biografiche di Carmen raccolte durante un viaggio da busker in Europa e parlano di relazioni tra il maschile e il femminile (“La noia ha fame”, “Move on”, “She's a godness”), di speranza (“Don't forget to dance”), di dolore (“Trouble”) ma anche di caos quotidiano contrapposto a una prospettiva più ampia. Così accade nella title-track che è l'unico brano firmato da entrambi i musicisti, mentre tutte le altre tracce sono scritte dalla cantante e si arricchiscono, oltre che della sei corde di Claudio, anche di un harmonium indiano effettato (suonato dalla stessa Carmen Cangiano), delle poliritmie percussive di Dudu Kouate e dei backing vocals di Elisabetta Martinoli.

E' questo “Outta Kali Phobia”, letteralmente “Fuori dal caos di Kali”. Un disco che si nutre di spiritualità indiana e inquietudine rock'n'oll, di psichiedelia senza esagerare e di ironia, guardando con l'anima agli anni '70 per una certa volontà di sperimentazione sui suoni ma anche per un immaginario che trasforma il duo in una sorta di coloratissimo sciamano bifronte dentro una Woodstock metropolitana. E coloratissima, caotica e piena di simboli è del resto anche la copertina “gonghiana” disegnata dalla stessa Carmen, autoprodotta come il disco e sua ideale controparte iconografica.

Rapire e sospendere le menti, attraversare le impressioni del mondo e gli stati emotivi che ne derivano usando il potere catartico della musica che in quanto viaggio ha il senso del viaggio. A questo puntano i CarmenSita: senza alcuna verità in tasca, ma solo con la volontà di muoversi nello spazio, evadere, conoscere e conoscersi.

Copertina
“La copertina – racconta Carmen Cangiano - l'ho disegnata io. Disegnare è un hobby antistress ma non azzarderei a definirmi una disegnatrice. L'immagine è nata durante una serata con amici, io disegnavo mentre il mondo intorno cantava, fumava, beveva e si divertiva. Ho raccolto queste impressioni senza pensarci troppo. Ognuno ci vede dentro ciò che vuole. Io ci ho visto dei simboli: un sole che contiene una luna, i raggi del sole sono vasi di fiori, l'occhio azzurro che tutto guarda dal cielo, il pesce che rappresenta la vita e acqua, fuoco, elementi e un palloncino colorato con noi musicisti dentro che se ne sta sopra e vola via”.

Crediti
Carmen Cangiano: voce, harmonium indiano, ukulele
Claudio Fabbrini: chitarra acustica
Dudu Kouate: percussionista
Elisabetta Martinoli: backing vocals

Biografia
CarmenSita è un progetto musicale di Carmen Cangiano, cantante e autrice con diverse esperienze alle spalle e la vittoria del Premio Janis Joplin 2010, e Claudio Fabbrini, chitarrista dai trascorsi in molte band soprattutto di stampo rock-blues e insegnante di chitarra. Nel gennaio 2013 i due avviano un progetto che vede le canzoni di Carmen Cangiano e il suo harmonium incontrare il mondo musicale razionale e imprevedibile di Claudio Fabbrini. Loro lo chiamano post-rock impressionista, certamente è una musica carica di blues, oriente, sciamanesimo, psichedelia, ma anche ironia, spiritualità e sanguigno rock'n'roll.
I primi concerti e le prime belle esperienze arrivano presto e danno la possibilità al duo di suonare anche all'estero (Festival Internazionale della Musica di Budapest, Mediawave Festival di Komarom Ungheria) e in situazioni “da strada” come al Ferrara Busker Festival. Tutto questo prima ancora prima che il disco, a cui i Carmensita lavorano nel 2014 con la collaborazione del percussionista Dudu Kouate, sia terminato. “Outta Kali Phobia” vede la luce, totalmente autoprodotto a partire dalla copertina (un disegno di Carmen), nel febbraio 2015.

Link
https://carmensita7.bandcamp.com/
https://soundcloud.com/carmensita-4
https://www.facebook.com/pages/CarmenSita-Carmen-Cangiano


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