Musicista indie-folk romagnolo.

Il primo album "Don't Try" di Davide Bosi, chitarra, voce e compositore di tutti i brani, è un percorso di ricerca personale ed espressione delle proprie idee che, nonostante la giovanissima età, dimostra già una sua poetica. A pezzi cantati dal carattere melodico in stile di ballate, si alternano brani strumentali in cui prevalgono ricerca e sperimentazione timbrica: alla chitarra, strumento prediletto dell'autore, si accompagnano archi (violoncello e contrabbasso), tappeti sonori, ed elementi del tutto particolari, come la voce del poeta Harry Fainlight che dispiega la propria storia sopra le note di una canzone interamente dedicata alla sua figura. Se la cura del suono permane come una costante in tutti i pezzi, donando coerenza e omogeneità all'album, da alcuni di essi emerge anche un altro progetto, di natura concettuale, a cui l'autore dedica parte del proprio prodotto. Si tratta delle «canzoni per i dimenticati», quali Harry Fainlight, Frank Gagliano, e Maria d'Avalos, scritte per dare indirettamente voce a figure e personaggi marginali emersi come incontri nella vita di Davide, dal silenzio dei loro vissuti, sconosciuti alla maggior parte di noi. Altrettanto emblematico è, in questo senso, Eraser of the Joy, il pezzo di chiusura, in cui, stavolta sopra le note di un pianoforte ed in una sola strofa, scorre il testo tratto da Le Mille e una Notte, in cui si annuncia che la felicità finalmente raggiunta sarà anch'essa, un giorno lontano, obliata dalla morte.