Nulla è più eccitante della normalità. Album di debutto di Katya Scarpulla, già voce dei Chinasky, racconta, accompagnata dalla “family” Superfeed, s

DonnaKatya, ovvero Katya Scarpulla, ha radici istriane, siciliane e trentine ma nasce in Veneto negli anni ’70, tra macchine a benzina, contestazioni in piazza, pellicce e sigarette fumate in casa. Famiglia eclettica la sua (“il primo ricordo dell’infanzia sono le pareti dipinte di nero del soggiorno”). Ha la fortuna di viaggiare ed ascoltare i musical di Bernstein e Lloyd Webber in vinile. Frequenta il Liceo Artistico, rifugio di tanti disadattati con qualcosa da dire, e si laurea in Architettura. Non farà mai l’architetto.
Il prurito musicale si scatena nell’adolescenza, quando lo specchio non è più sufficiente a saziare il desiderio di esibirsi e di cantare. Pedina il fratello maggiore in sala prove e a memorabili concerti hard-core fino a quando, verso i vent’anni, riuscirà ad impugnare un microfono amplificato. Il periodo di formazione vissuto con i Matsukao, la maturità musicale con i Chinasky e ora, la voglia di mettersi in gioco con il progetto DonnaKatya and The SuperFeed, che vede coinvolti alcuni tra i più talentuosi musicisti della scena veneta.