Gli Edera nascono a Saronno intorno al 2007 per volere di Alessio Manzoni, cantante e chitarrista e di Stefano Borella, bassista e violinista. I due si conoscono da sempre, frequentano le stesse strade ma soprattutto gli stessi luoghi; all’interno del Circolo Briganti di Saronno e di Festoria crescono soprattutto musicalmente, iniziando a sperimentare e a scegliere ognuno il proprio strumento. Stefano musicista eclettico e versatile adora rischiare e mettersi in gioco, suona in svariate formazioni cambiando completamente genere ogni volta, dallo ska al popolare, country-blues, fusion e folk suona per reading e come musico di scena frequentando nel frattempo la scuola di musicoterapia.
Nel 2003 Alessio incontra Davide Guzzetti, il batterista, e nel 2008 decidono di incominciare a suonare insieme utilizzando la cantina di Davide come sala prove.
Dopo tante sperimentazioni nascono i primi pezzi e all’inizio del 2010 arrivano i primi concerti. Tra il 2010 e il 2011 in vista di due concerti molto importanti decidono di aggiungere un quarto strumento alla formazione e inizia così a suonare con loro Davide Darra, chitarrista che ha già all’attivo numerose esperienze musicali con gli Asèstanti e con diverse altre formazioni tra le quali i Freeze Frames Quartet dove sperimenta lo strumento nella sonorizzazione di film muti degli anni trenta.
L’intesa per gli Edera è perfetta e per i quattro è molto facile riuscire ad amalgamare il muro sonoro che ne fuoriesce. Tra Marzo e Aprile 2011 il gruppo registra la sua prima demo a Varese presso il GhostRecordingStudio con la supervisione di Tommy. Ne risultano quattro canzoni piene di grinta, di chitarre portate all’esasperazione e ad un basso e batteria che cavalcano a piedi nudi sulle macerie del tempo.
Le occasioni di suonare dal vivo aumentano e il materiale proposto durante le serate è tutto originale e composto dai quattro. La voglia di farsi conoscere diviene ogni giorno più intensa, gli Edera non si stancano mai di provare, comporre e sputare in faccia il loro suono dal vivo perché è proprio nel live che esprimono la loro condizione naturale.