Un mondo intimo, ispirato dal lavoro di liutaio di Cantore. Un forte legame con la natura e con il mare, che emerge anche nei suoni dell'album "Derive

Giulio Cantore: Chitarra classica e voce
Stefano Fabbri: percussioni
Fabio Mina: flauto traverso, bansouri, doudouk
Marco Liverani: basso, weissenborn e armonica

Giulio Cantore, musicista e liutaio, appassionato di chitarre dalla costruzione all’esecuzione e del processo creativo che scaturisce, pensa al disco partendo dal laboratorio, costruendo gli strumenti di cui necessitano le sonorità dei brani.
Per "Derive" ha costruito e poi suonato una chitarra flamenca, Weissenborn (o chitarra Hawaiana), una chitarra acustica baritona, un cavaquinho portoghese, una chitarra soprano.
All’ascolto "Derive" è un disco con molte allusioni al mondo del mare e unitario nel susseguirsi delle tracce, con tutti i brani uniti tra loro, come a comporre i capitoli di un unico racconto, come descrizioni di un unico panorama.
“Almadira” e “andare alla deriva” sono due concetti che fanno pensare al mare e a ciò che il mare lascia sulla spiaggia, i tronchi, ad esempio, o i legni levigati.
Giulio Cantore ha utilizzato questo materiale per produrre la confezione dei cd interamente in legno, confezione a tiratura limitata e numerata.
All’interno della tracklist di "Derive" è presente anche un brano dal titolo Almadira, parola in dialetto riminese che indica la linea di detriti che si forma sulla battigia al ritirarsi della marea (conchiglie, legni, plastiche, alghe).
È una sorta di sigla e dichiarazione di intenti del progetto musicale. Il brano dice:
Almadira, almadira, musica franca arriva dal mar
il mare unisce le terre che separa,
la musica unisce le culture che separa

Giulio Cantore, classe 1984, è cantautore, chitarrista e liutaio. Vive a Meldola (FC), circondato dalla campagna romagnola, ma le sue origini sono emiliane e pugliesi. Fin da piccolo desidera diventare un musicista: negli anni colleziona passioni come quella per il blues, il funk, il reggae e, in un secondo momento, la world music, in particolare Enrique Morente, Arto Tuncboyacian e Ben Harper.
Dal 2006 al 2008 frequenta la Scuola di Liuteria del Centopievese e impara a modellare il legno, per costruire strumenti a pizzico. In quegli anni, si avvicina alla Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli e riprende contatto con la musica tradizionale pugliese, che fa parte della sua storia familiare. Compone e incide “L’anca uscita dal somaro”, con gli Ossanema, e inizia a suonare con il gruppo di musica popolare Bevano est.
Nel 2008 raggiunge alcuni amici in Andalusia e frequenta, per intere giornate, le botteghe dei maestri liutai. Vede il suo primo concerto di flamenco e se ne innamora. Il progetto “Giulio Cantore & Almadira” nasce il giorno del suo matrimonio: suona, con due amici musicisti, brani scritti di suo pugno.