Ambient, Post-Rock, Strumentale

L'arte, intesa come espressione dell'individuo, delle sue esperienze, dei suoi pensieri, delle sue paure, dei sei desideri, del suo essere e non essere, delle sue imperfezioni, ha una sola prerogativa: la passione.
Il Canto della Città Ibernata è un progetto aperto a collaborazioni con chiunque abbia voglia di sperimentare e riscoprirsi (musicisti, attori, coreografi, scrittori, pittori, danzatori, aspiranti o affermati), senza barriere nè ipocrisie, per cercare di raggiungere i contenuti senza legarsi troppo alle apparenze, per fare dell'arte non un mezzo ma un fine, con la massima umiltà e voglia di migliorare possibili, per cercare di emozionare ed emozionarsi.
Il gruppo, originariamente fondato da Giuseppe Scarlatino (Chitarra, Effettistica) e Vincenzo Lopez (Tastiere, Synth) ha raggiunto la formazione attuale nel Dicembre 2010, con la collaborazione di Michele Vitobello (Basso) e Giovanni Mennuni (Batteria, Metallofono). Superando le difficoltà dovute alle differenti sedi di studio di ogni componente (Firenze, Milano, Bologna), il gruppo è riuscito a trovare una sua identità sonora già nei primi mesi di sviluppo, riuscendo a creare una sintesi dei gusti e delle esperienze musicali di ogni membro (Mogway, Explosions in the sky, Sigur Rós, Radiohead, The Cinematic Orchestra, God is an Astronaut, Sergei Rachmaninoff, Moby, Jon Hopkins, Massive Attack, King Crimson, Pink Floyd, tra i più rilevanti). L'1 Febbraio 2012 pubblicano il loro primo EP: Kairos, di cui uno dei brani (Macbeth, traccia n.4) viene inserito il 28 Febbraio 2012 nella seconda compilation online dell'Effervescing Records: I'm going underground.
Il 13 Marzo 2012 Kairos viene recensito da Gioele Valenti di Rockit.it, che lo definisce ''un EP pacifico e carico di suggestivo classicismo'', con particolare attenzione alle prime tre tracce dello stesso: Intro (''classicheggiante, contraddistinta da un piano dalle sonorità new age''), X Agosto (''dove pulsioni ambientali si coniugano ad una qual certa attitudine psichedelica, in cui si ravvisano certe schermaglie dei Mercury Rev in salsa post'') e À rebours (''un accorato tributo a un decennio di magia post, sublime ancorché maniacalmente codificata'').