I KennyMuoreSempre sono un trio di Alternative Rock in lingua italiana. Nel 2016 è uscito il loro primo disco "Astio"

I Kenny Muore Sempre sono un trio di alternative rock in lingua italiana fondato a Prato nel 2011 dal chitarrista Niccolò Fioravanti e dal bassista e cantante Paolo Pierattini i quali convocarono Francesco Pique’ alla batteria, col quale avevano già condiviso altri progetti negli anni passati. Dopo il debutto al Controsenso Club, all’epoca tempio dell’underground pratese, i tre iniziano subito a suonare nei locali di Firenze, Prato e Pistoia proponendo i brani che andranno a comporre il primo demo (2012). Voce urlata, chitarre e basso rigorosamente distorti, batteria serrata dall’inizio alla fine sono gli elementi che caratterizzano il suono degli esordi.
Registrano il primo EP omonimo nel 2013 per lo più presso la Casa in Piazzetta (PT) con l’aiuto di Lorenzo Maffucci (Mangiacassette, Solki, Blue Willa). Il risultato è un lo-fi aggressivo ma orecchiabile (Carla, Roberto), episodi heavy metal (Oti Oti), romantiche ballate punk (Rossella). I testi, a metà tra il divertito sfottò (Chicco, Roberto) e l’angoscia kierkegaardiana (Flusso Canalizzatore), sono tutti opera di Paolo che si rivela essere un autore creativo e un giocoso disseminatore di citazioni cineletterarie. Dall’EP verrà poi selezionata la traccia Flusso Canalizzatore per essere inserita nella compilation Rock Contest Controradio 2013 scaricabile da XL Repubblica.

ASTIO
Il primo album Astio, frutto della collaborazione con Marco Balducci (La Camera Migliore, Granprogetto, Farewell to Hearth and Home), uscirà il 15 Gennaio 2016 per le etichette “Santavalvola” e “Millessei Dischi”. Astio segna un salto di qualità nei suoni e nella composizione dei brani. I suoni sono più calibrati, le distorsioni
ricercate, i pezzi respirano di più, appaiono le tastiere. Ai tradizionali sfoghi punk (Pussanghera, Che M’importa) si affiancano commistioni noise-punk (Esoftalmo), brani più tranquilli e stratificati (Solitudine, Felice), il tutto comunque fuori da clichè di sorta.

Astio è stato registrato a Legri, per lo più in full live in pochi giorni di fine estate. L’equipaggiamento era la vastissima collezione di microfoni, pedali e amplificatori messa insieme negli anni dal polifonico Marco Balducci. Il mixaggio, creato artigianalmente in spaesatissime serate nel solito rifugio Legrese, è stato ultimato avvalendoci solo delle nostre orecchie, della infinita pazienza di Marco e facendo riferimento ai nostri ascolti recenti (Grandaddy, Pavement, Deus) e passati (Nirvana, Motorpsycho, Dinosaur Jr.). Il master è stato affidato alle esperte mani/orecchie di Francesco “Veleno” Baldi.
Alcuni brani presenti in “Astio”. Solitudine, esile tremolante introverso canto alla propria coscienza infelice. Luana, sfogo di tarantiniana memoria, è un’isterica sfuriata contro una viziata quanto sadica ragazza. Felice, ciò che accade quando si paragona le proprie opere agli apparenti successi altrui. Infine Pussanghera, catartico esternarsi dei naturali istinti omicidi.