La rabbia con Valli si può trasformare in una piacevole ballata, che miscela il folk-rock americano al cantautorato italiano. E un pizzico di Irlanda

Il debutto di Valli è quello, nel 2011, del CD ‘Altri Tempi’. Un esordio di tutto rispetto, cui bastano appena due anni per arrivare alla maturità tematica e musicale di ‘Note al margine’. In questo secondo lavoro, infatti, l’autore mestrino riesce davvero a ‘shakerare’ con intelligenza sonorità diverse. Da Dylan a Young, dalla migliore tradizione d’autore/melodica nostrana alle suggestioni irish o country. Una cornice musicale in cui gli uomini (clochard e outsider dai nomi biblici) si muovono lungo uno steccato. Reale o immaginario.
Ecco. La voce di Valli porta con sé le note della chitarra (e del mandolino e della batteria e dell’armonica). Ma, ovviamente, anche gli strumenti accompagnano la sua voce: spostando l’attenzione, creando armonie e divergenze.
Per cantare una vita che scorre inesorabile eppure lenta. Tra sensazioni che incalzano confuse e sentimenti che spingono oltre. O che bloccano, con l’inganno, il domani.
Vera protagonista è dunque la solitudine di chi non viene riconosciuto o non s’identifica; eppure questa musica è
assolutamente accogliente. Un’ottima compagnia! D’altronde, seguire le parole di Valli significa ‘scendere fino in fondo’. E capire che la comunicazione è ormai fatta di vasti percorsi virtuali e vuoti. Un titolo per tutti: ‘Deserte autostrade’. Da percorrere con grande attenzione e prudenza. Senza tralasciare alcun segnale, alcun suono.
E' del 2014 l'uscita del CD ‘Note a Margine’, il sound si fa più elettrico e si affina una personalità originale.

Da "Deserteautostrade":

un nome chissà se l’ho mai avuto
e ho gli anni che la terra mi ha dato
perché io sono nessuno e vivo per nessuno
e nessuno lo saprà che ho vissuto
se son vissuto da qualche parte qualche tempo fa
e non finirò i camminare su deserte autostrade
perché voglio seguire questi passi
che ho camminato fino ad ora
e voglio guardare lo stesso orologio
fermo da una vita e dentro non so quale pensiero
su deserte autostrade, sotto ponti senz’acqua
continuerà questa storia che si lascia indietro
tutto quello che sa, tutto quello che sa di futuro...