Gli ON|OFF|MAN sono: Stefano Diso, Giacomo Franzoso, Massimo Tortola - in arte punkDandy, Alessandro Orefice.

Gli ON|OFF|MAN nascono nel 2011 con il nome originario di “Jagoda Experiment”, dalle esperienze poliedriche dei due componenti fondatori: Stefano Diso e Giacomo Franzoso.
Dopo l’avvicendarsi di Luigi Casanova al basso e di Maurizio Rivagli alla batteria, la line-up del gruppo raggiunge la sua costituzione definitiva con l’arrivo di Massimo Tortola – in arte punkDandy – al basso e con la fresca entrata di Alessandro Orefice (autunno 2012) alla batteria.
Con influenze che vanno dalla musica elettronica al rock progressive, fino ad arrivare alla formazione rock (poi orientatasi sempre più verso il jazz) del chitarrista Giacomo Franzoso e all’esperienza come musicista “busker” del nuovo batterista Alessandro Orefice, gli ON|OFF|MAN creano un genere dallo spirito internazionale di forte contemporaneità, in cui la fusione di vari generi musicali in un “unicum senza soluzioni di discontinuità” la fa da padrona.
I loro sono tutti pezzi strumentali, ma la “mancanza” di un cantante non si avverte, grazie ad un impatto sonoro travolgente, fatto di rock e psichedelia miscelati con accortezza.
Un mix dove l’impatto scenico non è mai affidato ad un front-man ma a tutta la band nel suo complesso.
Nell’anno successivo alla propria formazione, la band si dedica principalmente a comporre, arrangiare e registrare, poi arriva il momento della svolta, in tutti i sensi: nell’autunno del 2012 gli Jagoda Experiment cambiano il proprio nome in ON|OFF|MAN e nell’ottobre dello stesso anno firmano con l’etichetta discografica Areasonica Records e con le edizioni musicali Blue Tattoo Music.
Nel febbraio del 2013 esce il loro album d’esordio “Giant Backsteps”, che sarà seguito a breve dall’uscita del videoclip del singolo The Core, interamente realizzato in computer grafica dal Chaosmonger Studio di Nicola Piovesan (www.chaosmonger.com).

“Ho fatto passi indietro da gigante, in questi mesi:
il mio cervello
trema come una marmellata marcia, moglie mia, figli miei:
il mio cuore è nero, peso 51 chili:
ho messo la mia pelle
sopra i vostri bastoni: e già vi vedo agitarvi come vermi: adesso
vi lascio cinque parole, e addio:
non ho creduto in niente”
(E. Sanguineti)