Nasco un Lunedì, un Lunedì come tanti, lamentandomi già del fine settimana che non arriva mai.

Nasco un lunedì, un lunedì come tanti, lamentandomi già del fine settimana che non arriva mai. La mia vita scorre veloce ed inesorabile fino al giorno in cui mio padre mi preannuncia che avremmo dovuto fare le valigie. Di fatto ad undici anni la mia vita vira in una iperbole impazzita che da forma al mio sentire la pulsione della musica. Arrivo in Sud-America e in quel periodo comincio a rivedere il mio disagio embrionale nel punk californiano e nei Blink182. La passione cresce e al liceo, tornato in Italia, la musica diventa aggregazione e comunione. Passo mesi interi a consumare vecchi vinili di mia zia con un giradischi degli anni ’70, compro una chitarra elettrica e con quelli che sarebbero diventati i miei amici di sempre registriamo la prima demo nel 2006. “The Outsiders” è l’espressione embrionale di quello che sarei diventato. Tra il 2013 e il 2015 siglo in parte la produzione di due album ed un singolo con i Melissa Swam, con i quali comincio ad esplorare le atmosfere del pop alternativo tra temi onirici e testi emozionali. Nel frattempo il fato mi porta nella periferia Milanese, e mi trovo a dover lasciare il progetto, riutilizzando di fatto il tempo delle mie lunghe riflessioni notturne e spesso solitarie, per sviluppare quello che si sarebbe presto concretizzato nel mio primo progetto solista. Nasce così “Ketoprofene”: frutto di un distacco forzato dalla terra, attraverso il quale ripercorro le tappe di una adolescenza tardiva. L’EP, insomma, è come un saluto dal lunotto posteriore della propria auto, ironico e intriso di nostalgie, è vicino e lontano come aerei in partenza senza mete conosciute.