Richard’s Orchestra: Ivan "King" Torelli: chitarra , Alessandro Corradi: basso, Enrico Torreggiani: batteria

La Richard’s Orchestra nasce nell’estate 2013. Il nome sovviene ad Ivan King, durante il volo di ritorno Valencia-Pisa, mentre sta ripensando agli splendidi giorni appena trascorsi al F.I.B. (festival internacional de benicàssim) in particolare a quando si sedeva con gli amici per farsi una “cerveza” in un posto che si chiama El Rincon de Richard. Richard, un anziano con una signora panza, scolava birra e fumava per tutto il tempo, ogni tanto spariva per un po’ per poi riapparire sudato fradicio con in mano un padellone enorme zeppo di paella fumante. Non si è mai visto nessuno finire la sua paella: le porzioni erano mostruose. Richard è diventato in breve l’idolo della vacanza e ogni tre minuti nascevano storie immaginarie sul suo presunto passato terroristico/vandalico. La Richard's Orchestra è un’orchestra visionaria diretta mentalmente da questo personaggio scentrato.
Nell’agosto 2013, subito dopo il F.I.B, insieme a due vecchi amici si forma la R’s O: Ivan King alla chitarra (Ivan Torelli and his Pepperoni, Ah,Wildness!, Soupaczar, Mushrooms Project), Alessandro Corradi “Ge” al basso (Ah,Wildness!,Dumbo Gets Mad), Enrico Torreggiani “Reggianazzo” (Mietta, Los Fastidios). In sostanza due ex Ah, Wildness che oggi si sono invertiti i ruoli di chitarrista-bassista, alla batteria Enrico Torreggiani già dietro alle pelli in tutta la fantastica esperienza della trilogia di Ivan Torelli and His Pepperoni.

I tre amici di lunga data si trovano per improvvisare. Suonano senza fermarsi registrando ogni nota. Lavorando sodo per un buon periodo aggiungendo e togliendo parti, cambiando stesura ad ogni concerto, si ritrovano tra le mani un grosso blocco strumentale: la Suite. La Suite dei Richard’s Orchestra è un insieme di undici brani strumentali correlati e pensati per essere suonati in sequenza. Solo nel 2015, dopo il concerto ai Musei Civici di Reggio Emilia, la R’s O decide di registrare la versione definitiva in presa diretta. La registrazione è stata effettuata dove tutto ha preso vita e dove il sound pian piano si è definito ovvero nella sala prove costruita dal batterista Enrico a Poviglio: “Reggianazzo Studio”. La Richard’s Orchestra ha l’idee chiare: cerca un sound autentico pulito ed equilibrato (per intenderci alla Mar-Keys). Due microfoni Akg vintage - cassa e overhead- per registrare una vecchia batteria Holliwood Meazzi, una Fender Stratocaster "blonde" del 1974 sparata dentro un amplificatore Fender Champ del 1959 da 4,5 watt, e un Fenix jazz bass dentro un amplificatore Vox Escort da basso degli anni ‘70. Il giorno della registrazione Enrico sistema alle spalle del suo set di batteria l’interno di una cappotta di un’auto dicendo “questa dovrebbe assorbire!”. La Suite è stata quindi registrata da Ivan King su quattro tracce in sole quattro ore (sic!) in un’atmosfera completamente rilassata. La domenica successiva la Richard’s Orchestra si ritrova per riascoltare un primo mixaggio e per sovra incidere le percussioni (tra cui un incudine) e un paio di chitarre Hawaiiane. Il mix finale è stato realizzato in un solo giorno al Bunker Studio di Rubiera dall’esperto Andrea Rovacchi che ha saputo dare un impasto speciale e una dimensione personale a tutte le tracce con l'ausilio delle vecchie macchine analogiche che ancora oggi hanno ancora tanto da dire.