sharazad trio di polistrumentisti

La musica degli Sharazad nasce in un cavernoso capannone della provincia di Pavia, durante i primi mesi del 2015.
Alessandro, Diego e Federico, legati prima di tutto da un'amicizia duratura, da una grande passione condivisa per la ricerca sonora e reduci dall'esperienza musicale appena conclusasi con i Bosphore,si riuniscono e cominciano a comporre nuovi brani. L'obbiettivo del gruppo è da subito quello di fare sul serio!sfruttare tutte le diverse influenze, mettere a disposizione tutto l'impegno e tutti gli strumenti disponibili per riuscire a raggiungere un suono personale e stratificato.
Le prime session di prove nel capannone / quartier generale degli Sharazad si susseguono a ritmi serrati e i brani che cominciano a prendere forma spaziano dal Rock classico degli anni sessanta alla musica Drone, brani dalla melodia chiara e diretta arricchiti da strati di loop, sintetizzatori monofonici, beat elettronici minimal ed esperimenti sonori di vario tipo.Col passare dei primi mesi, la musica del gruppo si focalizza sempre di più su di un Sound preciso e distintivo,cominciano così a inviare demo con registrazioni ambientali degli inediti alle etichette alla ricerca di qualche realtà discografica che creda nel loro progetto,nasce così l'incontro con Vincenzo De Leo.
La calda estate del 2015 segna infatti la prima tappa importante nel percorso degli Sharazad: presso il Crossroad Recording Studio di Cologno Monzese, il gruppo registra il primo EP omonimo di quattro tracce firmando con Vincenzo un contratto per la neonata etichetta indipendente Lady Blue Records che si occuperà interamente della produzione e della distribuzione digitale.
Lavorare in studio senza fretta permette alla band di focalizzarsi sempre di più su un certo mondo di suoni,legato al loro gusto personale e all'utilizzo di stumentazione antica e moderna(dagli organi Farfisa al Moog,dalle chitarre in ebow al Kaos pad).Grazie all'accurata produzione e all'approccio "open minded" che si respira in studio la band sviluppa un metodo di lavoro efficace,basato sulla sovrapposizione di layers sonori, i brani che ne risultano restituiscono le varie influenze del gruppo ma dando spazio a sonorità originali e alle ricerche personali dei singoli elementi della band,dove il Rock Psichedelico degli anni 60/70 si fonde con Alternative ,Elettronica e Folk,il tutto legato da un certo gusto Pop sofisticato per le melodie e un'inclinazione a sperimentare.Il risultato è un EP denso e stratificato, etereo e complesso, emozionante ed intimista,il lavoro piace e viene accolto molto bene da critica e ascoltatori.
Successivamente all'esperienza in studio si uniscono agli Sharazad Simone e Stefano rispettivamente batteria e chitarra dei Moira Diesel Orchestra per aiutarli ad ottenere live lo stesso impatto ottenuto nelle registrazioni.
Dopo il fortunato primo singolo"Il Male Che fa" con il suo videoclip interamente autoprodotto ,la band porta la sua musica e le sue proiezioni Visual (lato fondamentale dell'artwork del gruppo)in diverse date dal vivo, in locali importanti e sparsi su tutta la penisola,come Samo (Torino)Spaziomusica (Pavia) Bar Piccadilly (Ancona) spesso come headliner e con sempre ottimi riscontri di pubblico,critici e colleghi.
L'interesse verso il progetto cresce rapidamente anche grazie all'impegno nella promozione e alla qualità e professionalità della proposta musicale degli Sharazd,nasce così l'idea condivisa con Lady Blue Records di dare un seguito al primo ep del 2015 con un altro lavoro,sempre di quattro traccie.
Ad aprile 2016 infatti Alessandro,Federico e Diego rientrano in studio e sempre supervisionati dall'infaticabile Vins De Leo cominciano una nuova serratissima sessione di registrazioni per dare alla luce il loro secondo lavoro in studio,cercando sì di dare una continuità con il primo ep,ma allo stesso tempo di evolversi,sfruttando l'esperienza in studio del primo ep e dare forma alle nuove idee sviluppate durante l'enorme lavoro di produzione svolto sui brani nuovi durante l'anno.
In una sorta di rivoluzione sonora gli arrangiamenti si arricchiscono ma sono al contempo più snelli e a fuoco,il sound è sempre variegato ed etereo ma più possente ed evocativo,entrano in gioco anche nuovi strumenti:i synth diventano polifonici e le atmosfere si fanno più oscure e complesse ,il Mellotron crea intere sezioni di archi,le chitarre sono imponenti e sovraccariche di fuzz,di controcanto compaiono anche percussioni e strumenti acustici ed etnici come il saz. Lo stile della band è assimilabile si al primo lavoro,ma si modifica,cresce d' impatto, matura. qui infatti Il Post Rock fa capolino più prepotente,e insieme all'approccio psichedelico e melodico in chiave sixties degli Sharazad fanno la loro comparsa anche lati oscuri dei primi anni 80.Il singolo prescelto a cui seguirà un videoclip è "You Will Never Know".la data d'uscita dell'album è fissata per il 7 luglio.
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