La prima folk'n'roll band italiana.

Accastorta Folk’n'Roll Band è un progetto nato e “coltivato” tra le campagne della provincia di Treviso da un gruppo di ragazzi diversi per età, esperienze e bagaglio musicale.

Dal 2008, anno di “debutto” della band sulla scena locale, della formazione originale rimangono Emanuele Dall’Acqua, autore, voce e chitarra, che già da diversi anni nella scena musicale, decide di seguire un percorso, quello del cantautore, certamente in salita ma ricco di soddisfazioni personali.

Francesco Serafin, al cajon e percussioni elettroniche, è il cuore pulsante della band, motore battente ha il compito di sostituire il tipico suono di una batteria, adattandolo con le mani al cajon. La scelta di sostituire la batteria con il cajon è avvenuta quasi per caso, all’inizio più per necessità che per scelta, ma con semplici modifiche agli arrangiamenti, siamo riusciti ad estrapolare un suono travolgente.

Alessandro Caicco al basso, dalla lunga esperienza con gruppi storici locali, cultore della musica blues è riuscito a portare il caldo suono della black Alessandromusic nelle nostre canzoni.

Il repertorio di musica folk’n'roll, come amiamo definirla, racchiude tutte canzoni originali, con testi in italiano. Il nostro stile, semplice e quadrato, con ritmi incalzanti propri delle ballate folk, arricchito da contaminazioni blues, reggae e ska, si adatta bene ai testi simili per immediatezza e semplicità, che rapiscono l’attenzione dell’ascoltatore, perché dietro la voluta spregiudicatezza portano messaggi chiari e condivisibili. La musica è sempre stata anche un ottimo modo per esorcizzare le paure e le ipocrisie, per questo alla fine la scelta del folk e della musica popolare ci è sembrata la migliore.
In questo primi 7/8 anni abbiamo preso spunto semplicemente da ciò che accadeva attorno a noi. La vita frenetica, lo sviluppo selvaggio, se di sviluppo si può parlare, il lavoro. Quest’ultimo, complice il boom economico, ha occupato le giornate e la vita della gente, la nostra gente, quella che abita una pianura ed una regione dalle radici povere "in scassea" ma ricche nell'animo, creando una valle tra quello che eravamo e ciò che siamo diventati. Abbiamo abbandonato i campi per riempire le fabbriche, cercando di appagare con il consumo galoppante il vuoto che ci restava. Un cambiamento significativo della cultura della nostra società che in un balzo da rurale è divenuta industriale, imprenditoriale. Rendendoci succubi di un dio quanto mai popolare, il denaro. Ma ora che non c'è lavoro cosa ci resta?

Tutto questo traspare attraverso il lavoro fin qui svolto, due album all'attivo, Maiuna Dreta (2009) e Spigoli Vivi (2013). In questi primi 2 lavori il nostro obiettivo come band è stato quello di trasmettere attraverso la nostra musica e soprattutto i testi, in maniera distaccata, un'immagine del mondo controversa, perchè è come essa ci appariva e tutt'oggi ci appare. Abbiamo voluto con ironia prendere in giro prima di tutto se stessi, per evidenziare alla fine i difetti che ci accomunano agli altri.

Ma il nostro impegno non coinvolge solamente la musica. Contestualmente all'uscita di Spigoli Vivi, nel giugno 2013, siamo scesi per così dire in teatro, con la prima all'Auditorium presso Sant'Artemio a Treviso, nell'occasione della Fiera4passi, infatti è andata in scena la prima de "El scòmio de San Martin", teatro concerto sul mondo veneto dalla mezzadria al boom economico. In un affascinante viaggio in un'epoca neppure troppo lontana, il colloquio tra nonno,"el Moro" ed il nipote, Emanuele, tra la miseria ed il "benessere" dei giorni nostri, ripercorre grandi cambiamenti, grandi contraddizioni, per raggiungere nell'amara conclusione di come in realtà niente è cambiato.
Tra narrazione e musica un felice esperimento che ha percorso la provincia durante tutta l'estate 2013.

Ora siamo di nuvo in studio, stiamo lavorando ad un nuovo progetto, con sonorità diverse e più ricercate.
State con noi.