Alessandro Russo / CD
Escher on the Beach
Sul piatto 12 composizioni interamente strumentali per altrettante cinematiche didascalie sonore che ostentano candidamente i modelli di riferimento: le nymaniane “Escher On the Beach” e “Dei giorni quieti” ci rimandano visivamente alla mitica scena sulla spiaggia di “Lezioni di piano” di Jane Campion, gli ammiccamenti a Erik Satie di “Un ricordo presente” e “Dei ricordi futuri” ci regalano impagabili minuti di corroborante pace dei sensi, “Sleeping at 5 am” rievoca alcuni slow motion di Ludovico Einaudi, le auree elettroniche mutuate dalla scena nordica di Nils Frahm, Martin Kohlstedt e Max Richter raggiungono in “In Deep Water” il loro climax atmosferico mentre quell'uno/due “Bologna ‘900”/“Fading Girl” trasuda Glass (peraltro evocato di rinterzo nello stesso titolo dell’album) da ogni increspatura melodica.
Non sono da meno anche le perturbazioni umorali di “In Search of Es” e “Psychopeace” e il minimalismo contemplativo di “Seconda fase”, a ulteriore testimonianza di un neoclassicismo 3.0 che nel suo porsi come orgogliosa negazione del virtuosismo si preoccupa soltanto di dispensare struggente bellezza a prezzi di saldo.