Un treno a vapore che parte e porta in sentieri naturali, tra arpeggi acustici, riverberi lontani, lame elettriche, calde viole, tintinnii e cristalli

"Per comunicare al meglio la loro purezza i veronesi Ancher sono arrivati a concepire una copertina fatta di legno e propongono musiche che tra Sigur Ròs e Fleet Foxes sognano una musica italiana che non esiste, ma di cui, con “Verdelegno”, gettano semi preziosi."
— Gino Castaldo, La Repubblica

“Psichedelici incontaminati. La confezione è stupenda, in legno di pino austriaco. Ma anche il contenuto non delude. Disco strano per il debuttante trio veronese, alle prese con un folk psichedelico delicato e sperimentale, che ricorda i Sigur Ros e, negli impasti vocali, la lezione di Brian Wilson. Avvolgente e rilassante come un paesaggio di natura incontaminata."”
— D.P, L'Unità

"Agli innamorati della stagione dell’autunno è dedicato questo delicatissimo disco pieno di indian summer, legno, muschio, rugiada e cieli limpidi. (…) Le voci ricordano le Orme ma sanno trasformarsi in un crooner d’altri tempi quale era Bruno Martino. Se Dente vi ha fatto pensare e sorridere Verdelegno vi trafiggerà nella sua macchina del tempo verso lidi oggi inesistenti."
— Guido Biondi, Il Fatto Quotidiano

“…un bel disco pop (“Ho prugne nella testa” è una canzone di antica regalità), d’altri tempi (nel senso che funziona a prescindere dal contesto temporale), terso, ispirato, apparentemente fragile ma in fondo piuttosto robusto, proprio come il legno che lo incornicia. ”
— Alessandro Besselva Averame, Il Mucchio Selvaggio

"...tutti i brani sono curatissimi nei suoni, con arrangiamenti pieni, ma mai invasivi. La voce è un cantico lontano, i testi piccoli affreschi di sentimenti mai sentimentali, ricchi di immagini e immaginari. L’impalpabilità avvicina “Verdelegno” al post-rock, la tradizione l’allontana dall’ambient. Un bel disco, da ascoltare e da toccare, per sentire il contatto con la natura (della musica) sulle dita."
— Chiara Longo, Rockit.it

“...Verdelegno mette in mostra un’azzeccata miscela di indie e folk, con una ricerca sui suoni e la composizione che fanno pensare a esperienze più sperimentali, che il contorno dei musicisti ospiti non fa che esaltare.
…parole e musica si specchiano e si riflettono in continuazione con un gusto “pop” davvero invidiabile.”
— Roberto Canella, Blow Up

"…Una cosa come gli Ancher non c’era ancora. Pop levigato con cura, ricco di spazi e sospensioni addolcite da cori e arrangiamenti finemente acustici. E soprattutto, cantato in italiano. Insomma, meglio le colline veronesi che i boschi di Seattle?"
— Maurizio Blatto, Rumore


Contatti band: info@ancher.it
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Ufficio stampa: Rossana Savino (www.pitbellula.com)