Non fatevi fregare dall’espressione accigliata: Andrea è uno che si diverte, e non solo con la musica. Sedersi al pianoforte, cantare e convincere gli amici di una vita ad accompagnarlo nelle sue scorribande sono solo manifestazioni della sua creatività da camaleonte. Poteva essere un romanzo o una corsa in auto (sì, è un ex rallysta) o un dipinto naif dei suoi, ed invece è Specchio Nel Blu, ed è fatto di suoni e parole. Andrea nasconde dietro il linguaggio più semplice cose che semplici non sono. Nasconde il lavorio sui testi, e lo nasconde così bene da dare l’impressione che le sue canzoni siano scritte quasi di getto. Immagino sia un fan del giovane Holden, Andrea, o comunque di quel modo lì di dire le cose. Una risata, un gesto con la mano o un “va bè” cantato quasi per caso gli permettono di farsi beffa di ogni intellettualismo e di instaurare con l’ascoltatore una comunicazione vera, popolare, che rifugge qualsiasi nicchia e che parla a tutti, così un po’ come gli viene, conscia che sovente le sbavature affascinano più della perfezione formale. La brezza leggera delle sue canzoni si declina di volta in volta in pop vivaci, in tempi di bossanova appena accennati e in ballate delicate, e ciò che piace è che per attrarre l’ascoltatore Andrea non ricorre a facili trucchi, né del resto sembra importargliene: in Specchio Nel Blu ci sono semplicemente sette canzoni oneste, fatte di buon artigianato e ispirazione, che al primo ascolto dubito stupiranno qualcuno, ma che pian piano si insinueranno, piacevolmente inattese, in quel luogo speciale dove conserviamo le melodie a noi care, per canticchiarle di tanto in tanto, senza prenderci troppo sul serio. Le sue melodie fanno di tutto (ovvero non fanno nulla) per sembrare canzonette, e Andrea riesce quasi a darcela a bere. Ma il vero vanto di Specchio Nel Blu è la leggerezza pensosa del suo autore, che abbraccia la tradizione del cantautorato italiano con serenità ed avanza, leggero e impassibile, con la sicurezza di chi fa ciò che più gli piace ed è capace di ridere di sé, preoccupandosi poco del resto e dei possibili confronti. A quelli del resto penserà, come sempre, la gente. Ma per allora Andrea sarà già da qualche altra parte a fare qualcos’altro, nel blu dipinto di blu. Nicola Brami