Do folksingers dream of electric sheeps?

Antonello Recanatini (b. 8 May 1968) è una delle proposte più originali ed eccentriche che il panorama indipendente italiano ha oggi da offrire. Il cantautore "sci-fi/folkpunk" inizia la sua carriera artistica verso le fine degli anni ottanta, militando in una prima formazione “dark-punk” chiamata Sly Six insieme all’amico Claudio Di Nicola che, successivamente, andrà a formare i Bebe Rebozo e gli Incredulous Eyes. Negli anni successivi Antonello diverrà parte di un altro progetto, gli Hidden Sins, con Marco Trentini, Dario Cavacchioli, Fabio Mancini e Adriano Ioannone, registrando insieme a loro due album ("Laws End" e "Bye bye brain"): nel corso di questa esperienza il gruppo riesce a farsi notare positivamente in Italia - partecipando a festival e apparendo in una occasione anche in trasmissioni televisive nazionali come "Videoclip RAI" - e all’estero – venendo contattati da radio ed etichette spagnole e inglesi – quale realtà artistica degna di attenzione. Quando anche questa avventura termina, da una sua costola Antonello fonda gli Straker's Nephews, una "folk-punk" band, insieme alla sezione ritmica degli Hidden Sins (Marco Trentini e Fabio Mancini), esibendosi dalle nostre e realizzando un Lp omonimo verso la seconda metà degli anni novanta.

Nel 2000 gli Straker’s Nephews si sciolgono e Antonello Recanatini decide di dedicarsi alla carriera da solista, lavorando al suo primo disco acustico intitolato "My Room streams in", nel quale propone il suo particolare approccio alla musica, all’arte e alla musica, dando vita ad una lunga collaborazione con Danilo Di Feliciantonio (Starslugs) e il sound designer Fabio Perletta (Farmacia901 / No) per quel che concerne la produzione: la sua prima opera in solitaria si segnala per il taglio minimalista che ben completa e approfondisce il suo background punk-rock, e risalta i riferimenti artistici (Daniel Johnston, Syd Barrett, Leonard Cohen, Vic Chesnutt e Nick Drake) in maniera chiara, mentre le liriche descrivono in maniera poetica, passionale e ironica una vita che, nonostante le vittorie e le sconfitte, è ancora capace di offrire momenti di estrema bellezza agli occhi di chi sa guardare, ricordando Bukowski, Nietzsche e il suo conterraneo John Fante.
Dopo "My Room Streams in" Antonello realizza "Alone", prodotto da Danilo Di Feliciantonio. Questo disco segna un importante momento della sua produzione, in cui Recantini riesce ad ampliare i riferimenti introdotti dal primo lavoro così come ad evidenziare la sua capacità di muoversi su differenti sensazioni (e differenzi emozioni) in assoluta libertà.
In aggiunta, con Alone, Recanatini inserisce per la prima volta richiami a due sue grandi passioni, la science fiction e il cinema, creando un nuovo linguaggio poetico che, ancora oggi, risulta originale anche considerando il panorama internazionale. Per rendere, inoltre, queste citazioni molto più efficaci, ogni canzone del disco si conclude (e, allo stesso tempo, si apre) con droni composti da Fabio Perletta, mentre per gli arrangiamenti, insieme agli a quelli acustici, vengono utilizzati strumenti elettrici e digitali, dando vita ad una sorta di moderno e futuristico folk.
Per suonare dal vivo questo disco, il cantautore “sci-fi” forma una band col pittore Natalino Clemente alla viola e Danilo Di Feliciantonio al basso / chitarra acustica ed elettrica, che prende il nome di “Antonello Recanatini and the Droids”, esibendosi in differenti occasioni nel corso del 2009 / 2010. I tre iniziano a lavorare al lavoro successivo, terzo album di studio di Antonello Recanatini, che si chiamerà “Glass Nerves”, registrato da Danilo Di Feliciantonio e prodotto da Fabio Perletta.
Nel continuare il “nuovo corso” della poetica presentata in Alone, Recanatini approfondisce maggiormente la dicotomia che la sua musica mette in evidenza, attraverso cui coesistono in dialettica l’approccio classico del folk e le tematiche moderniste dell’estetica sci-fi. Per questo, in Glass Nerves, queste due componenti vengono messe in risalto utilizzando strumenti classici, come chitarre acustiche e archi, combinate con innesti di strumentazione digitale (drum machine, synth) e liriche letterarie post-moderne. La risultante è un disco di valore che descrive la decadenza, la stasi di questa modernità e, allo stesso tempo, vede nel futuro una speranza nella forma di un viaggio nell’Universo che non è più luogo del vuoto infinito, ma lo spazio in cui è possibile costruire nuovamente il senso dell’umano.

Dopo questa produzione, Antonello Recanatini decide di prendersi un periodo di pausa e di dedicarsi ad altri progetti. Inizia così ad esibirsi in reading in cui propone poesie e racconti inediti, fonda con altri scrittori indipendenti del teramano il Collettivo Combat.
Realizza, inoltre, diversi cortometraggi (“Violence”, “Zero Time”, “Coming”) con lo pseudonimo “Hotchkiss 8 mm”, presentati ed apprezzati da critici del settore come Leonardo Persia, nei quali eventi statici (metafora dell’esistenza) vengono scossi e “distrutti” da episodi improvvisi e violenti.

Nel 2013 Antonello registra il suo quarto e ultimo (in ordine di tempo!) disco, intitolato “Abruzzo Invented Punk”, prodotto nuovamente da Danilo Di Feliciantonio e distribuito dall’etichetta dello stesso, la Nova Feedback Records, come prima uscita in assoluto.
AIP, come i suoi precedenti lavori, propone nuovamente il contrasto tra futuro e passato, sia a livello formale che a livello lirico, amplificato dalla forte critica inerente il potere prestabilito e la sua capacità di “allineare” l’individuo, nonostante lo scorrere del tempo (così come avevano profetizzato grandi intellettuali come Pierpaolo Pasolini): l’idea e la posizione del nuovo (sotto)proletariato in questo futuro, non così avanzato come potrebbe credersi, è una possibile linea guida di questo album, maturo ed intellettualmente rilevante, una coordinata utile a descrivere una “vita inutile o sublime, che se è difficile non è in vano” di cui l’autore parla nelle sue nuove appassionate e spiazzanti canzoni.