Drammaturgo, attore, cantante, personaggio televisivo… Ma quante ne ha combinate Dario Fo? Oggi il Premio Nobel per la Letteratura avrebbe compiuto 100 anni, e forse li sta festeggiando in un’altra dimensione continuando a perculare il potere e i potenti. Contro i quali starà scrivendo il testo di una ennesima canzone. Già, Dario Fo di testi di canzoni ne ha scritte tanti: per sé, per i suoi spettacoli teatrali, per i suoi amici e per la moglie Franca Rame. Ve ne proponiamo dieci.
Sentii come vosa la sirena (Ornella Vanoni)

Un doppio esordio: Ornella Vanoni su vinile, Dario Fo nel ruolo di paroliere. È il 1959 e la cantante milanese muove i primi passi tra il teatro impegnato e le sette note. Sentii come vosa la sirena è una delle classiche “canzoni della mala”: cantata in milanese, narra la storia di un malavitoso ucciso dalla Polizia. Musica di Fiorenzo Carpi, uno degli autori più vicini al futuro Premio Nobel.
Ma che aspettate a batterci le mani?

Sigla della versione catodica del Mistero Buffo, andato in onda su Raidue nel 1977, Ma che aspettate a batterci le mani? era già uscito come singolo quindici anni prima, quando Fo, assieme a Franca Rame, aveva già messo in piedi la propria compagnia teatrale. Ma sarà proprio grazie alla tv che diventerà un pezzo popolare.
La luna è una lampadina

Una casa di ringhiera, un tradimento che si consuma, un tram che non ne vuole sapere di passare, un uomo che fa avanti e indietro calpestando nervosamente un marciapiede. La Milano dei proletari cantata da un Dario Fo in vena di virtuosismi vocali, mentre Fiorenzo Carpi disegna un bel quadretto in odore di jazz.
No sul collo no (Oscar)

Oscar è Oscar Prudente, al suo secondo 45 giri (siamo nel 1966) dopo l’esordio dell’anno precedente. La musica è curata da Salvor (ma è sempre lui, Oscar Prudente), l’influenza del beat si sente e come, mentre Dario Fo narra la storia di un ragazzo costretto a difendersi dai pensieri “perversi” di una sua ammiratrice. Prudente continuerà a lavorare con il drammaturgo milanese firmando le musiche degli spettacoli teatrali La signora è da buttare e La passeggiata della domenica.
Ho visto un re (Enzo Jannacci)

Enzo Jannacci e Dario Fo si sono marcati stretti per parecchi anni, tante le canzoni scritte assieme, tutte parecchio belle e popolari. Da L’Armando (ci torneremo) a Vengo anch’io, no tu no (con testo rimaneggiato per evitare la censura), fino a Veronica e l’ever green Ho visto un re, alla quale fu negata, sempre a proposito di censura, la partecipazione alla finale di Canzonissima 1968. Last but not least: orchestra diretta da Luis Bacalov, ai cori Cochi e Renato in compagnia di Giorgio Gaber.
Io ci avevo una nonna pazza (Franca Rame)

Siamo alla fine degli anni ’70 e Raidue si inventa un contenitore dal titolo Buonasera con… Un personaggio televisivo si incarica di portare avanti un programma nel quale trovano posto telefilm, cartoni animati, sketch, balletti e via così per un’oretta e mezza circa. Il turno di Franca Rame arriva nel 1980, lei risponde presente portando in dote la sigla Io ci avevo una nonna pazza. Una canzone animata dalla vivace verve dell’orchestrazione di Fiorenzo Carpi e dal testo di Fo, che si diverte a massacrare le favole dei bambini, con tanto di finali alternativi…
L’Armando (Selton)

Quando vengono adottati dal nostro Paese, i brasiliani Selton si presentano con un album dal titolo Banana à milanesa, un omaggio ai cantanti e artisti gravitanti nella capitale morale d’Italia. Non poteva mancare Enzo Jannacci, del quale i Selton riprendono, con fare casinista, L’Armando. Scritta assieme a Dario Fo, è la storia di due fratelli gemelli: uno dei due viene trovato ucciso, indovinate chi è il sospettato…
Nana Bobò (Bandabardò)

Siamo nel 2010 e la Bandabardò trascina Dario Fo in sala di registrazione. Il motivo è nobile: partecipare all’album Sette x uno, i cui fondi saranno destinati a “Save the Children”. Nana Bobò è un canto tradizionale, Fo canta una sorta di delicata ninna nanna assecondato dagli arpeggi acustici di Finaz: è un dolce sentire…
Sopra i vetri (Etta Scollo)

Sopra i vetri la canta Enzo Jannacci sin dal 1964, ma gli autori sono i soliti Fo e Carpi. Che tessono una storia tragicomica di una coppia che scoppia, con lei che se ne va portandosi via la bomboletta del DDT. Etta Scollo dà della canzone una versione calda e jazzata, una cover di classe, al netto di un testo spericolato...
Canto degli italioti (Carlone, Li Calzi, Righeira)

Settimo: ruba un po’ meno è una delle tante commedie scritte e dirette da Dario Fo. Esce nel 1964, e Canto degli italioti, una satira pungente dell’italietta democristiana, è una delle sue colonne portanti. Quasi quarant’anni dopo, Giorgio Li Calzi, Gianluigi Carlone della Banda Osiris e i Righeira ne offrono una versione in stile marcetta apocalittica, tra sacro e profano, tra elettronica e caos organizzato.
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L'articolo 10 canzoni per i 100 anni di Dario Fo di Giuseppe Catani è apparso su Rockit.it il 2026-03-24 10:34:00

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