10 canzoni per ricordarci di non distruggere il pianeta

Mentre gli incendi continuano a devastare la California e San Francisco viene avvolta dalla cenere, ascoltiamo dieci canzoni che ci ricordano che salvare l'ambiente è la priorità assoluta e non basta un lockdown a cambiare le cose
15/09/2020 12:30
di liberacapozucca

Mentre il mondo continua a scaldarsi per effetto del surriscaldamento globale, noi stiamo a guardare. L’umanità continua a gettare benzina sul fuoco danneggiando la salute dell’ambiente e di tutti gli esseri viventi: desertificazione, deforestazione, innalzamento del livello dei mari, inquinamento, cementificazione, fino agli incendi di questi giorni che continuano a devastare la California e l'Oregon. 

California in fiamme - foto via landline.mediaCalifornia in fiamme - foto via landline.media

I drammatici effetti dello sciagurato intervento dell’uomo sull’ambiente mettono da tempo – lo sappiamo tutti – in pericolo lo stato di salute della Terra. E non basta un lockdwown per sistemare le cose.

Quindi: anche se non ci possono più essere manifestazioni in piazza, si deve ricordare  sempre che il tema è una priorità e che c'è fretta di cambiare rotta prima che sia troppo tardi – a meno che non lo sia già –. Anche attraverso la musica: moltissimi artisti hanno continuato a prendere posizione in difesa del pianeta e contro i disastri ecologici prodotti dall’uomo. Se la natura potesse parlare attraverso le canzoni, ecco cosa suggerirebbe di ascoltare:

Canzone contro la naturaThe Zen Circus

Nel 2014 esce l’album Canzoni contro la natura dei The Zen Circus, una raccolta di pezzi che non concedono nessuna attenuante al genere umano. La feroce resa dei conti della Terra verso l’umanità è nella title track del disco, dove la Natura benigna condanna le magnifiche sorti dell’umana gente, dispensando illusoria felicità. Il pezzo è anche una riflessione dell’uomo sull’uomo, unica creatura dotata di coscienza, eppure capace di violare il creato e di odiare la sua stessa specie. Canzone contro la natura, tuttavia, non mostra nessun intento giudicante: piuttosto resta un’osservazione lucida della realtà in cui l’uomo, messo a nudo, svela la sua colpa e la sua condanna.

Lo Sciopero del SoleBandabardò

La band fiorentina, da sempre sensibile alle tematiche ambientaliste, già nel secondo album della sua carriera inserisce una filastrocca ecologista in cui è il Sole a parlare, indignato e stanco, di fronte alla totale indifferenza del genere umano. L’aria, ormai tossica, non gli permette più di respirare e, così, annuncia al mondo di andarsene via. Ma l’uomo, trafficante di illusioni e miracoli, dalla tv rassicura la sua specie preoccupata solo per l’abbronzatura: un nuovo Sole di cartone illuminerà il pianeta. Mentre si canta e si balla, l’emergenza sullo stato di salute della Terra affiora chiaramente dalla canzone e la vendetta della natura rivela agli esseri umani la loro inettitudine.

La punta dell’icebergEugenio In Via Di Gioia

Siamo nel 2050 e la realtà del futuro è compromessa: le relazioni umane vivono secondo il principio della sopravvivenza individuale; il mondo, ormai privo di risorse, è sommerso dalla fusione dei ghiacciai e l’essere umano è un individuo passivo, schiavo della tecnologia che ha inventato. Questo scenario ci rivela che l’uomo vive immerso in un pianeta ormai liquido e che La punta dell’iceberg è la sua testa, unica parte del corpo ad emergere dall’acqua. L’album, in cui gli Eugenio In Via Di Gioia meditano sul progresso, la coscienza umana, l’inquinamento, è Tutti su per terra. Un disco che raccoglie favole allegre, ma che che nascondono una realtà grottesca: il futuro sbagliato che l’uomo ha scelto per sé.  

Greta Thunberg (Lo stomaco)Marracash feat. Cosmo

Greta Thunberg è contenuta nell’album Persona di Marracash. In collaborazione con Cosmo, la canzone è densissima di suoni e di senso; alternando provocazione e sarcasmo, il testo colpisce allo stomaco quando ci ricorda che la specie umana rischia l’estinzione. Gli effetti del cambiamento climatico sono violenti e l’umanità è alle porte dell’inferno: nessuno forse sopravviverà alla catastrofe. Solo controllando le azioni future, meglio di come hanno fatto le generazioni passate, si riuscirà a salvare la Terra. Ma il passato è un divario insanabile tra giovani e adulti e il futuro è un monito. Nel mezzo c’è il presente e l’urgenza di cambiamento. Parola di Greta Thunberg.

Vieni a ballare in PugliaCaparezza

La canzone è uno spaccato alquanto contraddittorio di una regione meravigliosa che svela i suoi drammi ai turisti intenzionati a farle visita. Al ritmo irresistibile di una danza trascinante, la realtà è diversa da quella che appare e mostra due aspetti della stessa medaglia: la Puglia con le sue bellezze naturali e le sue patologie. La puzza di zolfo, la diossina dell’Ilva, i veleni dell’Eni, gli incendi del Gargano, hanno deturpato paesaggi e compromesso la salute degli uomini. Ricorrendo all’ironia, Vieni a ballare in Puglia è un invito al cambiamento e alla riflessione, senza rinunciare a danzare.

Il lago che combatteAssalti frontali

Cronistoria: esiste un lago, nella periferia orientale di Roma, dietro ai vecchi edifici dell’ex fabbrica SNIA - Viscosa e agli scheletri di cemento abusivi, che venne alla luce quando si decise di cementificare l’area a scopi commerciali. Erano gli anni '90 e durante i lavori di scavo, una falda acquifera emerse rivelando presto l’esistenza di un vasto lago ad essa connesso. I cittadini del quartiere si mobilitarono per proteggere l’area dalla speculazione edilizia e renderla accessibile a tutti, sensibilizzando l’opinione pubblica. Centri sociali e associazioni, gente comune, insegnanti, diffusero questa scoperta e l’amara vicenda dell’abusivismo e della cementificazione della zona. Il lago che combatte è una storia di lotta ambientalista, un libro per bambini scritto da Militant A, voce e leader degli Assalti Frontali, e una canzone di denuncia e protesta del gruppo insieme a Il muro del canto.

Madre TerraModena City Ramblers

La lunga marcia attivista dei MCR, segnata da impegno politico e sociale, attraversa tutta la storia della band. Tra le canzoni di denuncia c’è Madre Terra, pezzo all’interno di un album a tutela dell’ambiente divulgato dal quotidiano La Stampa nel giugno 2000. La compilation, grazie al contributo di numerosi musicisti italiani, si legava ad un progetto di educazione ambientale e sviluppo sostenibile dal nome A come Ambiente. Per l’occasione, il collettivo emiliano componeva un pezzo in dialetto, facendo convergere canzone d’autore e tradizione popolare, con l’anima e il cuore schierati in prima fila a sostegno della natura. 

La canzone circolare Elio e le Storie Tese

Nel 2018, in collaborazione con Legambiente, Elio e le Storie Tese realizzano La canzone circolare allo scopo di diffondere, attraverso la musica, il modello di economia circolare per cui nulla si spreca e tutto torna in circolo. Per dire BASTA ad uno stile di comportamento che sperpera risorse e distrugge il pianeta, Elio & Company creano un brano "infinito", che invita i colleghi musicisti a servirsi delle note finali della canzone per comporne una nuova. In questo modo La canzone circolare diventa compostabile al 100% e le Storie Tese si trasformano in Storie Circolari per far sì che la musica non finisca nell’indifferenziata ma si ricicli continuamente.

Il futuroBaustelle

Nel 2013 esce Fantasma, un concept album sullo scorrere del tempo, sulla vita che passa e sulla morte. Il fantasma del titolo rappresenta il passato che torna a visitare il presente, ma anche uno spettro a delineare un futuro quanto mai incerto e inquietante. Il futuro dei Baustelle, visibile al di là di una finestra aperta lungo il corridoio dell’esistenza, ha cementificato la vita che desideravamo una volta, lasciandoci quella sensazione di estraneità laddove, in passato, proprio dallo stesso punto, si ammirava un panorama magnifico. Il futuro non ci riconosce e i sogni di un tempo lasciano il posto alla delusione, inquinati da una realtà malata che non ci accoglie più.

Il progresso da lontanoTiromancino

Roberto Pedicini, voce nota del mondo cinematografico, radiofonico e televisivo, è la coscienza narrante in questa canzone di Tiromancino contenuta nell’album In continuo movimento. In una sorta di dialogo con sé stesso, l’uomo indaga le cause e gli effetti del progresso; immerso nel flusso ininterrotto del divenire esistenziale e della corrente interiore, guardando il progresso con distacco, finalmente comprende che l’umanità ha come unico fine l’appagamento di sé e l’affermazione del potere. Il progresso da lontano è un diario emotivo sul progresso che si fa beffa dell’uomo, convinto di poterlo orientare senza accorgersi di essere sempre più un burattino nelle sue mani.

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L'articolo 10 canzoni per ricordarci di non distruggere il pianeta di liberacapozucca è apparso su Rockit.it il 15/09/2020 12:30

Commenti (5)
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  • Simone Venturin 13 giorni fa

    propaganda NWO pure qua :/

    > rispondi a @simoneventurin
  • Giulio Pons 13 giorni fa

    Simone Venturin non direi, a meno che fare un elenco di canzoni a tema ambientale voglia celatamente dire che c'è un'organizzazione mondiale segreta che vuole governare il mondo.

    > rispondi a @pons
  • Simone Venturin 13 giorni fa

    Giulio Pons non hai capito nulla. "salvare l'ambiente è la priorità assoluta" -> NWO. Legare gli incendi al climate change -> NWO. E mi prendo avanti: la prossima risposta qua sotto del primo troglodita che dirà che la scienzah afferma che il surriscaldamento globale provoca danni climatici e che è tutta colpa delle masse che sperperano energia -> NWO. Bonus extra: avvisare prima di scrivere un commento "sii gentile" -> NWO e pure vomitevole, però gentilmente vomitevole che è sempre un vomito ma pieno di amore e gioia globale.

    > rispondi a @simoneventurin
  • Giulio Pons 10 giorni fa

    Simone Venturin complimenti per la chiarezza, non c'ho capito nulla ma mi va bene così. :-)

    > rispondi a @pons
  • Simone Venturin 10 giorni fa

    non importa. L'importante è informarsi sempre da TG e giornali e credere a tutti i loro dogmi.

    > rispondi a @simoneventurin
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