I 10 dischi pop italiani più importanti del decennio

Il periodo 2010-19 è stato quello della rivoluzione itpop: dal numero 10 al numero 1 gli album più influenti di questa nuova ondata musicale
20/11/2019 09:19

Si fa una gran fatica a inquadrare il nuovo pop italiano, perché negli ultimi 10 anni ha cambiato faccia, aspetto, suono, lessico e pure nome tante volte. Itpop e avant-pop sono solo due delle definizioni più usate per parlare del fenomeno che ha rivoluzionato il business della musica italiana, togliendo lo scettro alle vecchie glorie e agli interpreti dei talent, per consegnarlo direttamente nelle mani dei nuovi autori, quelli che di lì a poco sarebbero stati ingaggiati dalle major per sfornare i nuovi successi.

Dal 2009 al 2019 è cambiato tutto e adesso ci troviamo in un momento di transizione: la parabola del nuovo pop che viene dall'underground si è definitivamente conclusa con la conquista dei grandi palchi, con le scissioni via social e con lo sdoganamento di quello che spesso viene chiamato indie nel pop. Oggi il fermento sta altrove e chi si getta a capofitto nella piscina dorata del nuovo mainstream rischia di fare come Fantozzi quando la moglie Pina ha diviso i letti: battere una sonora capocciata e maledire il giorno che ha deciso di smettere di cantare in inglese per provare a far fortuna in italiano. Il nuovo pop è diventato carne da classifica, da ospitata in tv, da trampolino per fare il giudice nei talent e la ricerca si è fermata lì, in attesa di nuove ispirazioni, ma è un fatto fisiologico: negli ultimi 10 anni è stato proposto, sdoganato e reinventato di tutto. 

Vediamo insieme quali sono stati i dischi pop più influenti degli anni '10.

10) Amor Fou - Cento giorni da oggi (2012)

Il 2012 sembra lontanissimo e la band di Alessandro Raina, dopo aver contribuito a creare un pop raffinato, di nicchia, se ne esce con un disco che mischia costantemente alto e basso, elettronica facile e ritornelli che mandi subito a memoria, parole ricercate accanto a quelle urban, citazioni proto social ed estetica avant pop: in poche parole, se non ci fose stato questo album, non ci sarebbero stati neanche quelli a venire.

 

9) Cosmo - L'ultima festa (2016)

Cosmo è il cantante dei Drink To Me e con loro ha fatto delle cose spettacolari dalle parti dell'elettronica. Quando si mette in proprio e inizia a cantare in italiano, sembra di sentire Lucio Battisti che esce dai rave. Cantautorato vero, parole forti che escono fuori dalla cassa in quattro a volume mille. Senza Cosmo che apre la strada a questo connubio, non ci sarebbe mai stata Myss Keta, per dirne una.

 

8) Levante - Manuale distruzione (2014)

Levante spunta un po' dal nulla e nonostante avesse già suonato tra l'Italia e l'Inghilterra, trova la sua vera personalità con un disco semplice, diretto, senza tanti fronzoli e ispira le cantautrici di nuova generazione come Carmen Consoli fece con quelle della generazione precedente. Alfonso, il singolo, gira tantissimo in radio e contribuisce a sdoganare quello che veniva chiamato indie dalla nicchia.

 

7) Carl Brave x Franco126 - Polaroid (2017)

Due rapper della stessa gang, un connubio (al momento) irripetibile che lancia nella stratosfera entrambi. L'unione fra la trap, il rap e il pop diventa realtà con questi due ragazzi sconosciuti di Roma, che parlano della loro città e delle relazioni con un linguaggio che entra nel cuore di milioni di regazzini. Inventano quello che si chiamerà graffiti pop (chiedere ai Coma Cose) e influenzano tutta la scuola indie-urban che è venuta dopo. 

 

6) Motta - La fine dei vent'anni (2016)

L'album pop di un cantante che pop non era mai stato. Ex leader dei Criminal Jokers, Francesco Motta, prodotto da Riccardo Sinigallia, tira fuori un'opera prima di spessore incredibile, mischiando un bel po' di generi sul fil rouge della malinconia e crea un inno generazionale per chi sta crescendo e si sente a disagio. Apprende dalla lezione decennale degli Zen Circus e la porta dove non è mai stata, mettendo d'accordo pubblico e critica.

 

5) Coez - Faccio un casino (2017)

Coez era un rapper coi contro attributi, che ha deciso di virare sul pop, aprendo la strada a tutti quei rapper che lo imiteranno. Lo fa nel modo più furbo possibile, facendosi produrre da Niccolò Contessa, che questa cosa dell'indie che diventa mainstream l'aveva capito prima di tutti. Risultato: singoloni, palasport, dischi d'oro, video da milioni di visualizzazioni, drastico cambio dei fan che non sono più loschi incappucciati ma ragazzine con l'iPhone. Successo.  

 

4) Brunori SAS - A casa tutto bene (2017)

Fermi tutti: l'album più influente di Brunori è Vol.1, ma è uscito giusto un anno prima del decennio preso in considerazione e allora tocca a quello che l'ha portato in radio, qualche anno dopo. Dal 2017, Dario Brunori diventa un personaggio tv di quelli quasi felliniani e il suo cantautorato che mischia Rino Gaetano con la musica internazionale verrà imitato da molti, che non rusciranno mai a raggiungere la sua profondità.

 

3) I Cani - Il sorprendente album d'esordio dei cani (2011)

Niccolò Contessa, cioè I Cani, ha cambiato il business dalla sua cameretta e per questo è un genio. Nuovo modo di raccontare le cose, spietato, chirurgico e sincerissimo, nuova musica che si può fare anche da soli, senza troppi mezzi a disposizione, condanna del cinismo social tramite il cinismo e di tutte le male abitudini dei teenager romani, che vengono spiattellate a tutta Italia. Inizia così la mainstreamizzazione dell'hipsteria, di conseguenza la sua fine.

 

2) Calcutta - Mainstream (2015)

Che parabola surreale quella di Calcutta: da cantautore sghembo e psichedelico per le feste off da massimo 100 persone all'Arena di Verona in nemmeno 5 anni. Il successo parte da qui, dall'ironia con cui affronta il cantautorato, l'amore e la scena in generale, creando un milione di cloni che da Mainstream in poi inizieranno a cantare così, a vestire così, a moversi così, a usare i social così, senza però essere Calcutta. Lo stile è il valore aggiunto.

 

1) Thegiornalisti - Fuoricampo (2014)

Prima di X Factor, Amici, prima dei palasport e del Circo Massimo, prima di diventare un meme vivente, prima dei gruppi social di fan milf, prima dei soldi e dei litigi, c'è stato questo album che ha cambiato le regole del gioco, e non ha neanche avuto successo come altri che trovate più in basso nella nostra classifica. Però ha inventato l'itpop da classifica che poi ha debordato ed è diventato l'unica musica da suonare in radio. Fuoricampo è stata la pistola dello starter che ha dato il via a tutto il resto, che ha fatto capire come si potesse fare business partendo dal basso, rimescolando cose già famose, che poi è il riassunto etico musicale degli ultimi 10 anni.

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L'articolo I 10 dischi pop italiani più importanti del decennio di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 20/11/2019 09:19

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