I 10 modi per rovinare un concerto agli altri

06/11/2014 di Simone Stefanini e Cecilia Esposito

Belli i concerti. Quanti ne avete visti? Decine? Addirittura centinaia? Allora questa lista la conoscete a memoria.
Perché se da una parte è vero che ognuno ha le proprie esigenze e il live se lo vive un po' come gli pare, dall'altra c'è che anche il più mansueto e mite essere umano, una volte spente le luci, può rivelarsi un unno pronto a seminare il panico, o più semplicemente un disturbatore tale che in confronto Gabriele Paolini era un introverso tranquillone.

Dieci personaggi in cerca d'autore che, come parte il primo pezzo, ti faranno imprecare in lingue che non credevi di padroneggiare.

 

1. Il Caparezza

Arriva due ore dopo di te, in tutta rilassatezza. Va al bar, sorseggia cocktail mentre te stai come un soldatino in trincea al tuo posto, guadagnato con le unghie e con i denti. Appena inizia il concerto, qualunque tipo di concerto, egli si fa strada con i balli del Salento a caso e si installa proprio di fronte a te, coprendoti la visuale con una permanente crespa dall'apertura alare di due metri.

 

2. L'altissimo

No, non si parla di quello con la A maiuscola. Lui non ce lo trovi ai concerti dove vai tu. Parliamo invece del ragazzone di due metri, che vedrebbe il concerto benissimo da qualunque postazione, ma poi vuoi per empatia, vuoi perché sei un magnete per la sfiga, te lo ritrovi davanti. Saluta il palco, dagli un'ultima occhiata, perchè non lo rivedrai mai più. Sono anni che dovrebbero istituire un'apposita area per quelli sopra l'1.85, ma non lo fanno mai. Proponiamo una class action.

 

3. La Beyoncè

Quella persona che si mette accanto a te e le sa tutte. Fin qui, nessun problema. Il guaio è che le canzoni le reinterpreta, le gorgheggia, aggiunge finali, poliritmie, dodecafonie per la gioia delle tue orecchie, che invece di ascoltare la band per la quale hai buttato 40€ più prevendita, ti becchi il concerto privato di una che non arriverebbe nemmeno ai bootcamp di X Factor. Grazie mille, per noi è un no.

 

4. Il vizioso

Potrebbe rinunciare al gin tonic preso al bar, potrebbe non fumare una sigaretta dentro uno spazio chiuso, potrebbe non farsi 15 canne. Potrebbe.  E invece. Intanto, verosimilmente, il gin tonic ti finisce in borsa e sui pantaloni, la sigaretta ti brucia gli avambracci ma a te ormai non te ne frega niente, perchè dopo il fumo passivo di 15 canne, te che hai smesso ormai da 10 anni ti sembra di essere nell'incubo di una vergine a Woodstock e il concerto se ne va a quel paese.

 

5. L'ascella satanica

È venuto da una città X lontana centinaia di km per l'unica data della sua band del cuore a Codroipo (UD). Ha speso uno stipendio. Solo per questo andrebbe rispettato. Ma tu sei egoista e a queste cose non ci pensi. Aereo, treno, tutto di corsa. Arriva al concerto che puzza come una capra imprigionata nel domopak. Il ragazzo in questione ha il vizio di alzare le braccia ad ogni pezzo, anche se è a vedere Yann Tiersen e tutta la poesia nell'aria diventa nausea, alla faccia dei tuoi tentativi fallimentari di rimorchiare l'amica che avevi portato con te, anch'essa schifata, lasciandoti nel dubbio (schifata da chi?)

 

6. La regina del Celebrità

Lei parte da casa convinta di fare il red carpet. Tubino stretch, laccatissima, tacco 15. Non è mai andata ad un concerto e balla com'è solita fare in discoteca. Però lì la puoi guardare in faccia ed evitare gli stiletti che invece, inevitabilmente, conficcherà sulle tue gloriose Converse del 1998, fratturandoti l'avanpiede, i metatarsi tutti e facendoti proferire appellativi non proprio generosi nei confronti della femminilità, del creatore e delle sfere celesti.

 

7. Lo scout

Ragazzo all'apparenza innocuo, di media statura, che felicemente ti accolli davanti, senza pensare all'infausto momento nel quale le luci si abbassano ed egli raccoglie da terra uno zaino contenente un camper, uno studio fotografico e la Treccani. Tutte le volte che si muove, è come se venissi malmenato da Tyson, conseguenzialmente finirai il concerto pieno di lividi, maledicendo il Manuale delle Giovani Marmotte.

 

8. Il pogatore

Nessun problema se hai voglia di pogare al concerto dei Rancid. Loro sono contenti, te pure, vincono tutti. Se però il concerto è di Brunori, che senso ha iniziare a dare spallate, spintoni, organizzare mosh pit a caso? Balla, divertiti, ma evita di mandare gli altri al pronto soccorso. Nel 1996 i Sonic Youth fermarono il loro live milanese per chiedere se ancora in Italia pogassimo durante i concerti. Dai, non facciamoci insegnare le cose dagli americani, arriviamoci da soli, su.

 

9. Il collassato per finta

Lo vedi subito che non ha una bella cera. Lingua felpata, tensione a mille, quando si abbassano le luci collassa nervosamente, si fa venire gli attacchi di panico, cerca l'uscita e te, che sei comunque un essere umano oltre che un fan, ti preoccupi. Ti fai aiutare da altri buoni samaritani e gli fai superare le transenne. Una volta giunto tra le forti braccia dei tipi della security, si adagia nel pit dei fotografi, riprende colore, si guarda il concerto praticamente sul palco, stringe la mano al suo idolo e balla come Heater Parisi, attirando verso di sè l'odio di un intero palasport. 

 

10. Il Cartier-Bresson

Campione, parliamoci chiaro: l'aver ricevuto in regalo per la laurea una reflex non fa di te un reporter della Magnum. Se sei al concerto del cantautore depressivo Vito Amore, puoi evitare di darci le gomitate per trovare l'angolazione migliore e sparare flash come fosse un combattimento di lasergame, tanto quello fermo sta. La tua evoluzione è ancora peggio di te: il fotografo con lo smartphone o meglio ancora con l'iPad. Come ti viene in mente di andare ad un concerto con l'iPad è già un mistero su cui dovrebbe fare una puntata Carlo Lucarelli. Se poi lo alzi e lo usi per fare le foto, inibendo la vista ad almeno 25 persone dietro di te, lo capisci da solo che se poi qualcuno te lo spacca in testa, te lo sei anche un po' cercato. 

P.S. L'ultimo fenomeno di questo tipo, avvistato al concerto di Morrissey, ha videochiamato con Skype il suo moroso e gli ha fatto vedere tutto il live, godendosi le sue faccine da casa. Oh, il romanticismo c'era, ma noi che stavamo esattamente dietro di lui avremmo preferito, già che c'eravamo, che avesse messo un film. O che avesse avuto a che fare con tutti e 9 i disturbatori dei punti precedenti messi insieme. 

 

 

 

Tag: strano e lol

Commenti (26)

Carica commenti più vecchi
  • Djuia 13/11/2014 ore 14:11 @giuliadiegoli

    bell'articolo ho riso molto! aggiungerei LE FIORELLE, un gruppetto di ragazze che a un concerto cantava le canzoni leggendo i testi da smarphone come nei migliori Karaoke!

  • Stefano Bardelli 27/11/2014 ore 21:24 @stefano1983

    All'ultimo concerto avevo la visuale ostruita da ipad, iphone, smartphone, tablet, cristi e madonne....

  • Maurizio De Poi 27/12/2014 ore 15:34 @maurizio.depoi

    I sembra che manchi il Fegiz... Colui che magari suona in qualche gruppetto e appena termina un brano sentì dire cose tipo "il bassista ha mancato una nota.." "Peccato che il cantante abbia stonato" "il chitarrista lo pensavo meglio" "secondo me suonano in play back "...

  • Fabio Calegari 09/04/2017 ore 22:57 @fabiosko

    Scusate ma avete dimenticato anche LE FASHION VICTIMS, ovvero quando sei al concerto dei Radiohead o di Apparat, nel pieno del tuo misticismo e due ragazze si piazzano proprio davanti a te e iniziano a raccontarsi lo shopping quotidiano mostrando sullo smartphone i reciproci acquisti, manco fossero alla Rinascente il sabato pomeriggio.

  • alexchini 16/05/2017 ore 16:29 @alexchini

    direi che ci sono tutti, forse mancano gli ubriachi che ti crollano addosso o tiri su dalla transenna se no precipitano dall'altra parte

Aggiungi un commento:


ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


Pannello