#15domande: Perturbazione Rubrica

Gigi Giancursi dei Perturbazione risponde alle #15domande di RockitGigi Giancursi dei Perturbazione risponde alle #15domande di Rockit
01/04/2014 di

01. Primo disco comprato
45 giri: "Solo tu" dei Matia Bazar e "Gianna" di Rino Gaetano.

Cassetta: "Who made Who" degli AC/DC.


02. Primo concerto a cui sei andato
Gruppo Italiano (quelli di "Tropicana") a Rivoli nel (credo) 1984.
 
03. La canzone più bella che hai scritto
Sono due che devono ancora uscire. Una interamente mia si chiama "Ma che volete che ci capiti?", l'altra ha un testo ispirato fortemente da Rossano poi rimaneggiato da Tommaso e prodotto da Cristiano e si chiama "Le trentenni".
 
04. La canzone che hai scritto che ti piace meno
"La fine di qualcosa" perché potrebbe rendere di più. Tutto troppo nero.
 
05. Il tuo desiderio più grande
Essere felice.
 
06. La tua paura più grande
Imboccare strade che ti rendano infelice
 
07. La canzone di altri che avresti voluto scrivere tu
"Le tasche piene di sassi" di Jovanotti.
 
08. L’errore commesso di cui ti penti maggiormente
Avere intrapreso strade che mi hanno reso infelice e non essere stato convincente con gli altri del gruppo quando ne avevo intraviste alcune; ma non sono riuscito a comunicarle perché a volte ho un modo piuttosto brusco nel farlo che agli altri sta sui coglioni.
 
09. Il tuo modo preferito di passare il tempo libero
Cazzeggiare su internet e pensare di voler leggere trattati sull'astrofisica.
 
10. Quattro righe per raccontare la cazzata più grande che hai fatto in tour
Molte: dimenticarsi cose essenziali prima di salire sul palco e durante come abiti, bloccacorde, accensione amplificatore, disattivazione accordatore, accordi, testi, riff, accordatura. Oppure litigare furiosamente appena scesi dal palco. Chiudere la portiera del furgone, sulla mano di Elena, la violoncellista. Dire dal palco cose che al momento ti sembrano simpatiche. Oppure - cosa finalmente superata da tempo - pensare che un intero concerto sia un enorme riflettore puntato su di te e basta.
 
11. La persona che stimi di più
Umberto Eco e me stesso.
 
12. La persona che disprezzi di più
Me stesso e un po’ Gianluca Grignani. Ma sono pronto a cambiare idea su entrambi.
 
13. Se non avessi fatto il musicista, ora cosa staresti facendo?
Sicuramente non la fame.
 
14. Com’eri da adolescente?
Idealista, convinto che il mondo non fosse che un enorme banco di prova per la mia vita e che tutto fosse pronto per proiettarmi in un futuro radioso. Facendo i conti con alcune timidezze e l'insicurezza nei rapporti con il sesso opposto.
 
15. Come ti immagini fra dieci anni
Ho smesso di immaginarmi. Siamo una generazione cresciuta con la tappa del 2000. Tutti si aspettava il nuovo millennio e ognuno di noi fantasticava su cosa sarebbe stato l'avvento del 2000. Ognuno con grandi progetti. Dopo un anno il mondo, tra Genova e New York, si era ribaltato. Il neoliberismo cominciava a lasciare sul campo le sue conseguenze. Ci siamo abituati a non immaginarci. Ad andare avanti a testa bassa. Ma a sperare che qualcosa ci riservi sempre delle inaspettate sorprese.

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Commenti (2)

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  • Levov 01/04/2014 ore 22:29 @Levov

    Caspita, il "neoliberismo", messo un po' così alla fine fa molto intellettuale.....per far capire che le sue saranno pure canzoncine, però lui la sa lunga

  • SraffaTax 04/04/2014 ore 13:56 @SraffaTax

    Deliziosa intervista, e ottimo il riferimenti finale alle piaghe del noeliberismo :)

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