Oltre tangentopoli (e le serie tv): come se la passava la musica italiana nel 1992?

19921992
25/03/2015 di

Dopo "Romanzo Criminale" e "Gomorra", è appena stata lanciata un'altra serie tv tutta italiana basata su fatti di cronaca: si intitola "1992" ed è andata in onda ieri sera contemporaneamente in Italia, Germania, Austria, Regno Unito e Irlanda sulle reti Sky Antlantic, grazie ad una coproduzione con La7. L'idea è di Stefano Accorsi, che nel 1992 probabilmente girava la pubblicità del gelato "Ciu is megl che uan" e che sarà anche uno dei protagonisti. Il tema: Tangentopoli, quel momento storico in cui il pool della Procura della Repubblica di Milano (formato da Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo, Francesco Greco, Gherardo Colombo, Tiziana Parenti, Ilda Boccassini e guidato dal procuratore capo Francesco Saverio Borrelli e dal suo vice Gerardo D'Ambrosio), con le sue inchieste riguardo la corruzione nella politica ridimensionò o fece sparire del tutto partiti storici quali la DC, il PSI, il PSDI e il PLI e diede di fatto vita alla Seconda Repubblica. Quella, per intenderci, che portò al ventennio Berlusconi.

 
Bene, ora che il dovuto bignami socio-politico è completato, cosa vi ricordate voi del 1992? A parte il fatto che eravate più giovani o che non eravate proprio ancora nati, che si diceva dalle vostre parti? L'Italia usciva dagli anni '80 molto più povera, il sogno di glitter, soldi facili, prepensionamento, fitness e cocaina stava iniziando a svanire e questo si rifletteva inesorabilmente sui due aspetti che a prima vista possono apparire superficiali ma che sono sempre stati una cartina tornasole perfetta della situazione reale: la moda e la musica. I giovani del tempo si dividevano in due categorie ben distinte tra loro: quelli che andavano in discoteca e quelli che ascoltavano la musica dal vivo. Difficilmente queste due placche telluriche venivano in contatto, ed i look erano decisamente diversi. Per semplificare, quelli della disco erano un po' come Fiorello, che proprio in quell'anno iniziò a girare l'Italia col suo fortunatissimo Karaoke (che tra l'altro tornerà in tv a giorni, condotto da Pintus) col codino e con le giacche impossibili, mentre le ragazze sembravano un po' tutte uscite da Non è la Rai. Quelli che ascoltavano la musica invece si vestivano sdruciti, in stile grunge di campagna. C'erano ancora i metallari e i dark, mentre i paninari morirono con la fine del decennio precedente.

Per tutti gli altri, per quelli diciamo normali, restava il tripudio di jeans multicolor casual, importato da serie tv americane come Beverly Hills 90210 (e che, pensate un po', è tornato di moda neanche troppo incredibilmente)

In quegli anni, poi, un sacco di gente iniziò a suonare, ripartì il trend delle occupazioni a scuola e chiunque sapeva fare le prime 6 note di "Come as you are" dei Nirvana con la chitarra.

La classifica musicale dei singoli di quell'anno parla chiaro: il primo in assoluto è "Rhythm is a dancer" degli Snap!, gruppo tedesco di eurodance, genere che poi spopolerà per tutto il decennio, facendo anche la fortuna di progetti italiani come Corona o Alexia

All'8° posto i primi italiani, Aleandro Baldi e Francesca Alotta con "Non amarmi", direttamente da Sanremo.

Poi "Il pippero" di Elio e le storie tese, "Hanno ucciso l'uomo ragno" dei nascenti 883, "Mare mare" di Luca Carboni, "Yerba del diablo" dei Datura, "Non m'annoio" di Jovanotti, "La forza della vita" di Paolo Vallesi, "Giulio Andreotti" di Francesco Baccini, "Zitti zitti" (il silenzio è d'oro)" degli Aeroplanitaliani, "Abbiamo vinto il Festival di Sanremo" degli Statuto, "Mare Nostrum" di Fiorello, "No way out" di Zappalà e "Please don't go" dei Double You.

Il 42° Festival di Sanremo, condotto (indovinate un po') da Pippo Baudo, lo vinse "Portami a ballare" di Luca Barbarossa, seconda Mia Martini con "Gli uomini non cambiano". Gerry Scotti e Linda Lorenzi condussero il Festivalbar, vinto da Luca Carboni con "Mare mare" che quell'anno sarà il cantante italiano più famoso di tutti.

Red Ronnie ed Enrica Bonaccorti invece presentarono Vota la voce, vinto da Luca Carboni sbancatutto e da Fiorella Mannoia, Tazenda, 883, Alessandro Canino (quello di "Brutta") e da Claudio Baglioni. Carboni si aggiudicò anche Azzurro con "Ci vuole un fisico bestiale". Intanto Ligabue, giunto al secondo album, si appresta a diventare una star con il successivo "Sopravvissuti e sopravviventi" e Vasco Rossi sta per tornare dopo una lunga pausa con "Gli spari sopra".

E gli italiani fuori dal contesto mainstream?
Il 18 settembre del 1992 gli ex CCCP si esibiscono per la prima volta con il nome di CSI in un concerto infuocato al Pecci di Prato, con gli Üstmamò e i Disciplinatha di supporto. Ne verrà ricavato un album, "Maciste contro tutti" che darà il via alla nuova primavera degli artisti indipendenti italiani, grazie al Consorzio Produttori Indipendenti che nascerà di lì a qualche anno.

Intanto gli Afterhours cantano sempre in inglese ed incidono per la Vox Pop ("During Christine's Sleep" e "Pop will kill your soul"), i Marlene Kuntz registrano il loro  terzo demo, si formano i Bluvertigo e si chiude un capitolo fondamentale per l'hip hop italiano, la Isola Posse All Stars, composta da gente come Neffa, DJ Gruff, Gopher D e Papa Ricky ("Stop al panico"). Dalle sue ceneri nacquero i Sangue Misto e i Sud Sound System.

I Litfiba nel 1992 stanno per spiccare il volo verso il pop rock, con il tour di "El Diablo" e l'incisione di "Terremoto". Umberto Palazzo suonava ancora con i Massimo Volume, con i quali registra il "Demo nero". Nello stesso anno, a Torino, si formano i Fluxus e si sciolgono i Negazione.

I Tiromancino registrano il primo album, presto fuori catalogo e mai ristampato. Si formano gli Ottavo Padiglione da cui uscirà poi Bobo Rondelli. I Ritmo Tribale registrano "Tutti vs. tutti", i Diaframma "Anni luce" ed i Casino Royale si trovano al bivio che li porterà dallo ska di "Ten golden guns" al capolavoro crossover di "Dainamaita".

Negli anni successivi, prenderà vita un fermento raro di musicisti italiani alternativi al panorama pop: i Tre Allegri Ragazzi Morti, i Prozac +, gli Scisma, Moltheni, gli Snaporaz, i Mau Mau e i Verdena, che riusciranno a farsi notare grazie anche al supporto della televisione musicale italianissima Videomusic (la prima tv musicale europea), nata come copia carbone di MTV (che era ancora ben lungi dall'approdare in Italia) ma presto vera e propria talentscout di band sconosciute.

Macchina del tempo parcheggiata, abbandoniamo il 1992.  
Se abbiamo dimenticato qualcosa, comunicatecelo nei commenti e Hasta la vista, baby! (da Terminator 2, saluto piuttosto in voga in quegli anni)

Commenti (1)

  • Emiliano Calori 26/03/2015 ore 22:55 @emilianocalori

    A proposito di Video music... Come non citare la Maugeri e Cingoli... E poi, cambiando radicalmente discorso, Mike Patton che si trasferisce a Bologna ciliegina sulla torta di una stagione fortunata per una città che non mai più stata così attiva culturalmente come in quegli anni

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