I 20 migliori bassisti italiani di sempre

Dal jazz alla sperimentazione, dal rock al funky, passando per il pop da classifica. da Roberta dei Verdena ad Ares Tavolazzi degli Area, la nostra classifica dei migliori bassisti di casa nostra

Alcuni tra i migliori bassisti italiani di sempre
Alcuni tra i migliori bassisti italiani di sempre

Ci siamo cascati di nuovo. Dopo l'azzardo dei migliori batteristi di sempre, articolo che ha generato anche gli altri migliori batteristi di sempre, quelli scelti da voi che ha generato i migliori chitarristi di sempre, articolo che ha generato gli altri migliori chitarristi scelti da voi, poteva essere arrivato il momento di mandare la rubrica tanto discussa in pensione. Però...

C'è questa cosa da sempre: nelle band funzionano la voce, la chitarra, al limite la tastiera, sicuramente la batteria. Poi c'è il basso, lo strumento più bistrattato del mondo, che però riesce a fare orchestra e arrangiamento da solo, muove le canzoni, riesce a fare accompagnamento e a volte anche tema principale. Chi lo suona, cambia radicalmente il gruppo di cui fa parte.

Ecco i nostri 20 bassisti italiani migliori di sempre e se vi aspettate obiettività tecnica, come al solito avete sbagliato magazine: qui si valuta lo stile, la bravura, l'inventiva, il groove, il tocco, la cazzimma, la poesia. Questa non vuol certo essere una classfica ufficiale, perché la musica non è una gara, piuttosto un modo per conoscere qualche musicista che potrebbe esservi sfuggito nel corso degli anni. Come al solito, fateci sapere i vostri preferiti. 

 

20) Elisabetta Imelio (Prozac+, Sick Tamburo)

Potrebbe sembrare un posto honoris causa ma non lo è. Elisabetta Imelio ha incarnato lo spirito del basso nel punk, nel rock alternativo e lo ha portato sempre con sé, prima nei Prozac+ e poi nei Sick Tamburo, ispirando un sacco di ragazze a suonare quella che per troppo tempo è stata definita musica per uomini. È scomparsa nel 2020 dopo una lunga malattia, ma non è mai stata dimenticata.

 

19) Ufo (Zen Circus)

Cosa ci fa Massimo Schiavelli in arte Ufo in una classifica dei migliori bassisti italiani di sempre? Facile: è il prototipo del musicista di strada che viene dal punk, dai centri sociali, dal busking e che con i suoi Zen Circus è riuscito ad arrivare a suonare in palasport e persino a Sanremo. Mancino, di scuola Violent Femmes, suona il basso elettrico e acustico e non ha bisogno di nessun effetto speciale.

 

18) Ferruccio Spinetti (Musica Nuda, Avion Travel)

Alta classe: classe 70, contrabbassista di scuola jazz, ha suonato con la Piccola Orchestra Avion Travel e con Petra Magoni ha fondato il duo Musica Nuda per voce e contrabbasso. Ha suonato nello Stefano Bollani Quintet, nel Nada Trio con la cantautrice toscana e Fausto Mesolella ed è insegnante al Conservatorio di La Spezia. Inventiva al servizio della musica.

 

17) Claudio Golinelli (Vasco Rossi)

Il Gallo è lo storico bassista di Vasco Rossi, con lui ha iniziato dai club ed è approdato agli stadi, suo è uno dei riff più famosi del rock italiano, quello di Siamo solo noi. Bassista versatile e potente, specializzato nella musica hard come nel funky, ha contribuito in maniera essenziale all'evoluzione della composizione del Blasco.

 

16) Roberta Sammarelli (Verdena)

Nei Verdena, Roberta è quella precisa, che richiama all'ordine Alberto e Luca Ferrari. Sul palco è una furia, si agita, si dimena ed è il motore pulsante delle sempre più complesse composizioni della band della Bergamasca. Il basso, nel rock odierno, si suona così, con la potenza, la rabbia e il sudore.

 

15) Morgan

Morgan è un grande musicista, lo sanno anche i sassi. Nei Bluvertigo, in cui ricopriva il ruolo di cantante e bassista, aveva grande inventiva con lo strumento. È stato chiamato anche da Franco Battiato per collaborare. Il suo grande difetto, con lo strumento come con un sacco di altre cose della sua carriera di musicista, è l'incostanza. In ogni caso, quando è al top, è uno dei migliori della sua generazione.

 

14) Red Canzian (Pooh)

Fin troppo facile trattare con sufficienza i Pooh dell'epoca pop da metà anni ottanta in poi. Nasce chitarrista beat e poi prog, diventa bassista proprio con la band di Facchinetti e Battaglia, dopo l'abbandono  di Riccardo Fogli e grazie alla sua tecnica dà al quartetto il suo background progressivo, come possiamo ascoltare nel capolavoro Parsifal e nella suite Il ragazzo del cielo

 

13) Massimo Pupillo (ZU)

Bassista e produttore con l'avanguardia nelle vene, oltre al free jazz hardcore degli Zu ha collaborato con gli Ardecore e con un sacco di altre formazioni, riuscendo a suonare con i più grandi dell'indie rock internazionale come Justin Vernon  (Bon Iver), Mike Patton, Thurston Moore, Picciotto e Lally dei Fugazi, Demo Suzuki dei Can, David Tibet dei Current 93 e un sacco di altri personaggi di culto.

 

12) Caterina Palazzi

Caterina, col suo contrabbasso, passa dal jazz al rock psichedelico fino all'estremo della musica noise. Nel 2012 ha vinto il Jazzit Award come miglior compositrice jazz italiana. È la leader della band Sudoku Killer e ha già lavorato con Stefano Bollani, Gianluca Petrella, Roberto Gatto, Maurizio Giammarco e Luca Aquino.

 

11) Cesare Chiodo (Laura Pausini, Mina, Adriano Celentano, Ornella Vanoni)

Cesare Chiodo è il prototipo del bassista turnista con esperienza incredibile di live e registrazioni che spaziano dal rock alla musica da classifica. È uno dei migliori bassisti pop italiani ed è conosciuto dagli anni '80 in poi per il suo lavoro a fianco dei più grandi artisti: Pausini, Bocelli, Vanoni, Mina, Celentano, Nek, Masini, Carboni, Spagna, Oxa, Grignani, Morandi, Giorgia, Mannoia, Venditti e tanti altri.  

 

10) Laura Arzilli (Tiromancino, Riccardo Sinigallia)

Nelle produzioni dei Tiromancino prima e di Riccardo Sinigallia poi, il tocco di Laura Arzilli al basso si sente sempre. Il suo modo tutto personale di entrare nelle battute è riconoscibile dalla prima nota. È anche polistrumentista, compositrice, produttrice e ingegnere del suono. Vi invitiamo a prestare l'orecchio ai dischi in cui suona: nessun virtuosismo ma stile da vendere.

 

9) Fabio Pignatelli (Goblin)

Quando sentite parlare di orrore in musica, non possono che venirvi in mente i Goblin di Claudio Simonetti, in cui ha militato Fabio Pignatelli. Suoi sono i giri più sinistri della musica italiana, da Profondo Rosso a Tenebre, ma la sua versatilità l'ha portato a suonare anche con Claudio Baglioni, Nada, Giorgia e molti altri.

 

8) Saturnino (Jovanotti)

Saturnino non ha bisogno di presentazioni, probabilmente è uno dei due o tre bassisti più famosi d'Italia. Col suo stile funky ha creato il suono di Jovanotti, ma ha collaborato anche con Franco Battiato, Pino Daniele, Luca Carboni, Max Pezzali 883, oltre ad aver pubblicato quattro album solisti. Il suo stile è tutto groove, abituato a riempire per far ballare, e con lui al basso è impossibile rimanere fermi.

 

7) Stefano Cerri (Fabrizio De Andrè)

Figlio del noto chitarrista jazz Franco Cerri, Stefano è uno dei più grandi session man italiani. Ha esordito con Eugenio Finardi, poi ha suonato con Jon Anderson degli Yes, Demetrio Stratos e Mauro Pagani. È stato turnista di Edoardo Bennato, Fiorella Mannoia, Alice, Anna Oxa ed Eros Ramazzotti, ma soprattutto dell'ultimo tour di Fabrizio De Andrè. Purtroppo è scomparso nel 2000.

 

6) Max Gazzé

È facile suonare il basso e cantare insieme. No, per niente, specie con linee che non si limitano alle toniche ma che vanno molto in giro. Chiedere a Sting o, se siete italiani, a Max Gazzè, che prima di essere un cantautore di successo è stato un bassista di soul, acid jazz, prog e compositore di colonne sonore. Ad oggi continua a suonare il suo strumento e a cantare, senza mai perdere una battuta. 

 

5) Paolo Donnarumma (Franco Battiato)

Il vasto mondo dell'internet è criminalmente avaro di video che ritraggono all'opera Paolo Donnarumma, quindi abbiamo scelto una cover della sua linea di basso di Cuccuruccuccu, tratto da La voce del Padrone. Una cosa incredibile. Ha collaborato con i più grandi: De Andrè, Cocciante, Dalla, Mina, ma è con il gruppo di lavoro di Battiato, Alice, Giusto Pio, Alberto Radius, Giuni Russo e Milva che ha dato il meglio di sé. Un grandissimo.

 

4) Faso (Elio e le Storie Tese)

Insieme a Saturnino, forse il bassista più famoso d'Italia: Nicola Fasani detto Faso, il bassista di Elio e le Storie Tese. Non è possibile semplificare in tre righe tutto quello che riesce a fare questo artista con lo strumento in mano, però ho fatto doppio senso quindi mi sento in linea con la sua band, in cui con Christian Meyer forma la sezione ritmica più forte in assoluto.

 

3) Patrick Djivas (PFM)

Patrick è francese, ma naturalizzato italiano, quindi niente paura sovranisti, ha diritto di stare qui. Eccome, se ne ha. Pensate al live di De Andrè con la PFM, al suo intro di basso in Giugno '73. Tocca le corde dell'anima. Oltre alla PFM in cui milita dal 1973 è anche membro fondatore degli Area, con cui ha registrato il capolavoro Arbeit Macht Frei. È stato amico di Jaco Pastorius, un altro che con le quattro corde sapeva bene cosa fare.

 

2) Gianni Maroccolo (Litfiba, C.S.I.)

Per il rock alternativo italiano, il basso di Gianni Maroccolo è stato - ed è, basti ascoltare l'ultimo album di Edda - la colonna portante: Litfiba, CCCP, CSI, Marlene Kuntz, in ogni band in cui ha suonato e composto, il suo tocco è riconoscibile senza bisogno di guardare i crediti. Nel video qui sopra qualche suo riff entrato ormai nella storia, mentre suona per l'ultima volta il basso Attilio, un vero e proprio totem.

 

1) Ares Tavolazzi (Area)

Ares Tavolazziha suonato con tutti, dal jazz al pop, da Max Roach a Capossela, da Fresu a Paolo Conte. È stato il bassista di (quasi) tutti gli album di Francesco Guccini, in duo con il batterista Ellade Bandini. È stato il bassista degli Area e ha suonato anche nella sigla di Ufo Robot. Per noi basta e avanza per consacrarlo come miglior bassista italiano di sempre. Sentirlo suonare è un'esperienza da fare almeno una volta nella vita. 

---
L'articolo I 20 migliori bassisti italiani di sempre di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2022-11-10 11:10:00

COMMENTI (9)

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia
  • scarpato_pas 9 giorni fa Rispondi

    ...e Antonella Mazza?

  • scarpato_pas 9 giorni fa Rispondi

    Commento vuoto, consideralo un mi piace!

  • RadioSonos 9 giorni fa Rispondi

    😂ma come si fa a tenere fuori Dino D'Autorio , Pier Michelatti e Paolo Costa ... per non parlare nel Jazz di un monumento come Enzo Pietropaoli o Dario Deidda tanto per citarne un paio o come citano sotto Rino Zurzolo ... suvvia 😉

  • scarpato_pas 9 giorni fa Rispondi

    @vito.saja il grande Rino è nell'olimpo degli immortali e al di fuori di qualunque classifica. Altra roba.

  • vito.saja 10 giorni fa Rispondi

    e Rino Zurzolo dove lo mettiamo?!?...

  • scarpato_pas 15 giorni fa Rispondi

    La classifica è buona . Mancano però Pino Presti , Piero Montanari e Gigi de Rienzo e pure Dino D'Autorio.

  • CARLOALBERTORASSAVAL 16 giorni fa Rispondi

    Djivas, Tavolazzi e Faso sono il tris d'assi della classifica. Ma per fare poker manca Dino D'Autorio (...chi è costui?🤔).
    Trovo grave che non sia al posto di uno dei vari poppanti/mediocri elencati. Greetings from Bologna!!! @simonestefanini

  • lordspaccher 18 giorni fa Rispondi

    (e Maurizio Rolli, giusto per citare i primi 2 che mi son venuti in mente...)

  • lordspaccher 18 giorni fa Rispondi

    @simonestefanini Tiziano Ricci, grandissimo (ed ingiustificato) assente.....