Nel 2020 Zucchero sta insegnando la musica a parecchia gente

In questo clima da eterno evento di beneficienza, Fornaciari si dimostra parecchie spanne sopra tutti gli altri big. Perché la sua è musica vera e perché sa ancora cosa significa fare una hit, a differenza di molti colleghi

Un particolare della copertina del Greatest Hits di Zucchero
Un particolare della copertina del Greatest Hits di Zucchero

Zucchero Fornaciari è un grande cantautore, ed è molto strano che alcuni di voi non la pensino così. In questo strano 2020 – in realtà il suo ultimo disco, D.O.C. è di fine 2019, ma ci siamo intesi –, dopo alcuni anni passati a fare per lo più il testimonial del Bel Paese e di se stesso in giro per il mondo, ha piazzato due nuove hit, tornando a fare brillare la sua dimensione più pop e radiofriendly. Sono il simil-gospel di Spirito nel Buio e Soul Mama. L'altra sera ha aperto e chiuso la prima serata dei Seat Music Awards all'Arena di Verona, iniziativa a favore dei lavoratori dello spettacolo. In mezzo a tutti i big della vecchia e "media" scuola del pop nazionale (Ferro, Ramazzotti, Bocelli: il cast era più o meno questo) è apparso qualche spanna più a suo agio. 

Magari qualcosa di lui non vi è mai tornato, magari vi sarete soffermati sul timbro e sulle movenze che da metà anni '80 in poi, l'hanno fatto somigliare alla versione italiana di Joe Cocker, oppure a quella canzone che ricorda clamorosamente quell'altra, ed è tutto vero. Alla fine è molto simile a Warning Sign dei Coldplay, Blu a Era lei di Michele Pecora, e ce ne sono altre di certo. Beh, non è né il primo né l'ultimo che ha preso spunto da altre canzoni, ma sembra quello che ne ha pagato di più le conseguenze a livello di critica, mentre il pubblico è sempre stato dalla sua parte. 

Ha venduto più di 60 milioni di dischi tra album e singoli, ha vinto il Premio Tenco alla carriera, due World Music Awards, è stato candidato ai Grammy ed è uno dei più famosi cantanti italiani all'estero. Ha collaborato coi nomi più roboanti della discografia mondiale, da Sting a Eric Clapton passando per Miles Davis e B.B. King. Grazie alla sua passione per la musica blues e soul, si è trasferito negli Stati Uniti nel 1984, quando definizioni tipo "appropriazione culturale" non figuravano nel vocabolario, e da lì è tornato alla sua Emilia con un bagalio d'esperienza e di suoni del tutto nuovo per il pop italiano.

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Uno dei suoi brani di maggior successo, Donne, è arrivato penultimo a Sanremo, compiendo quel paradosso che vuole le canzoni dei vicitori spesso dimenticate (quell'anno fu la volta di Se m'innamoro dei Ricchi e Poveri), mentre quelle delle ultime posizioni diventare pietre miliari, un po' com'è successo al Vasco Rossi di Vita spericolata. È stato l'unico italiano a suonare coi Queen al Freddie Mercury Tribute a Wembley nel 1992, esibizione che in seguito ha cementato un'amicizia tra i membri superstiti e il nostro Adelmo. Andando avanti veloce, in pieno lockdown ha presentato Canta la vita, un pezzo scritto insieme a Bono Vox.

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Insomma, fare hating su Zucchero sembra molto facile, perché presta il fianco a un sacco di antipatie e frustrazioni dei suoi detrattori, ma è altrettanto vero che ha scritto delle canzoni bellissime.  Prendete tranquillamente tutto l'album Blue's del 1987: non ha una canzone brutta al suo interno, anzi. Alcune scritte in collaborazione con Gino Paoli (Con le mani, Hey Man, Bambino io, bambino tu), una con Vasco Rossi (Pippo), la splendida Dune mosse, l'altrettanto bella Hai scelto me, continuano a far girare la testa. Un altro album da sposare in toto, Oro, incenso e birra del 1989, con il capolavoro Diamante (col testo di Francesco De Gregori) o Libera l'amore, musicata da Ennio Morricone, o ancora una Madre dolcissima da brividi. 

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Più in là, Miserere cantata con Luciano Pavarotti e col testo di Bono Vox lo manda in orbita nel mondo, e ancora le collaborazioni anno dopo anno con Pasquale Panella, John Lee Hooker, Ivano Fossati, Jovanotti, Francesco Guccini, Mark Knoplfer, Elvis Costello, fino ad arrivare a D.O.C., l'ultimo album di inediti uscito nel 2019 che riesce sempre a mollare colpi alla musica italiana, spesso arenata su banali testi d'amore o incastrata dal giro di do. Cose che già sai, col featuring della svedese Frida Sundemo, spazza via un sacco di singoletti che durano il tempo di una settimana.

Lo Zucchero intimista lo trovo molto più interessante di quello caciarone delle varie Baila MorenaPartigiano reggiano, ma anche le canzoni ritmate puoi disdegnarle quanto vuoi, poi scopri che difficilmente riesci a non muovere il culo quando le senti a caso alla radio. 

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In più, Zucchero canta ancora bene, a 65 anni suonati e non è una cosa da prendere sotto gamba: quanti suoi colleghi hanno perso la voce, la voglia o la cazzimma ben prima. È stato lui, nella piazza San Marco vuota del maggio 2020, anno del Covid, a presentare la versione italiana della canzone di Michael Stipe e Aaron Dessner (dei National) intitolata No Time for Love Like Now, in un video piuttosto toccante, lontano anni luce dalle canzoni usa e getta scritte da molti durante il lockdown e già dimenticate.

Basta vederlo alle prese col concerto acustico per Radio Italia del febbraio di quest'anno: con una formazione ridotta all'osso, la chitarra e le basi ritmiche, davanti al suo pubblico in uno degli ultimi momenti in cui ci si poteva assembrare per un concerto. Non una nota sbagliata, il cuore in ogni parola e anche un po' di commozione. In questi tempi in cui nessuno musicalmente sembra davvero in grado di raccontare o anche solo evocare il momento che viviamo, rivalutare Zucchero ci pare davvero il minimo

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L'articolo Nel 2020 Zucchero sta insegnando la musica a parecchia gente di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2020-09-04 14:34:00

Tag: opinioni

COMMENTI (5)

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  • paoloroos 4 anni fa Rispondi

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  • carcanougo 4 anni fa Rispondi

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  • f.calamia.cucciolo 4 anni fa Rispondi

    Grande linfa vitale ....una vita con Zucchero....unico

  • zucchero62 4 anni fa Rispondi

    È la colonna sonora della mia vita e leggere una recensione così mi ha fatto molto molto piacere! Visto che su di lui sono state dette molte cattiverie! Grazie mille !

  • fabbro00 4 anni fa Rispondi

    Sì, sono d'accordo con te.
    Ho passato l'infanzia ad ascoltare Blue's e Oro Incenso e Birra nell'autoradio dei miei durante i viaggi in macchina e riascoltati da grande sono convinto che siano due album incredibili.