C2C Festival (fino al 2019 noto come Club To Club) nasce a Torino nel 2002 da un’idea di Sergio Ricciardone, Roberto Spallacci e Giorgio Valletta, all’interno dell’Associazione Culturale Situazione Xplosiva. Fin dall’inizio il progetto si distingue per una visione chiara e riconoscibile: esplorare e raccontare le traiettorie più avanzate della musica contemporanea, in particolare quell’area di confine che oggi definiamo avant-pop.
Oggi C2C Festival è riconosciuto come il più grande festival indoor d’Italia e uno degli appuntamenti musicali più rilevanti a livello europeo. Si svolge ogni anno tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, in concomitanza con la settimana dell’arte contemporanea piemontese, consolidando un dialogo costante tra musica, arti visive e cultura contemporanea. La stampa internazionale lo ha più volte inserito tra i festival imprescindibili del panorama europeo: Pitchfork lo ha definito il “non-plus-ultra dell’eclettismo d’avanguardia”, Dazed e The Quietus ne hanno sottolineato la capacità di anticipare linguaggi e tendenze.
Storia
La prima edizione, nel 2002, si sviluppa come un circuito diffuso nei club torinesi: un unico biglietto consentiva l’accesso a più spazi della città, trasformando Torino in un grande dancefloor urbano. Un format innovativo per l’epoca, che rifletteva una precisa idea di comunità e di attraversamento culturale. Nel 2007 il festival individua un centro nevralgico nel Lingotto Fiere, complesso ricavato dall’ex stabilimento FIAT, che diventa la sede principale delle serate centrali. Dieci anni più tardi, si aggiunge un secondo hub fondamentale: le OGR Torino (Officine Grandi Riparazioni), rafforzando ulteriormente il legame con i grandi spazi post-industriali riconvertiti della città. Nel tempo C2C Festival ha coinvolto anche altri luoghi simbolici torinesi, come il Teatro Gobetti, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in un dialogo ideale con icone cittadine come la Mole Antonelliana. Una presenza diffusa che ha contribuito a costruire un’identità profondamente intrecciata con la trasformazione culturale di Torino.
2002–2013
Nei primi anni, la programmazione è fortemente orientata ai DJ set e alla club culture internazionale. Tra i protagonisti di questa fase figurano artisti come Jeff Mills, Tiga, Ricardo Villalobos e Laurent Garnier, nomi chiave della scena elettronica globale. Progressivamente, il festival amplia lo spazio dedicato ai live set e produzioni speciali. Nel 2010 i Plaid si esibiscono con i Southbank Gamelan Players, mentre nel 2012 arriva la prima data italiana di Flying Lotus. Sempre nel 2010 si registra anche la prima esibizione italiana di Jamie xx, a testimonianza della vocazione curatoriale orientata ad intercettare e presentare artisti destinati a ridefinire il pop contemporaneo.
2014–2019
Dal 2014 il festival consolida il proprio formato su più giornate e più venue, integrando spazi storici e istituzionali nel programma in modo organico. In questi anni C2C Festival rafforza la sua reputazione internazionale, ospitando performance destinate a restare nella memoria collettiva. Nel 2014 Franco Battiato presenta il progetto Joe Patti’s Experimental Group; nel 2015 è la volta di Thom Yorke, mentre nel 2016 Arca e Jesse Kanda firmano una delle performance più iconiche di quell’edizione. Il 2017 segna un momento storico con gli otto concerti consecutivi dei Kraftwerk e il loro spettacolo in 3D The Catalogue. Nel 2018 il festival accoglie Aphex Twin, confermando la sua centralità nella mappa europea dei grandi eventi dedicati alla musica di ricerca.

2020–2021
La pandemia globale impone una sospensione temporanea della formula in presenza. Nel 2020 nasce così “C0C – The Festival As A Performance”, un formato digitale in streaming che ripensa il festival come opera performativa diffusa. Nel 2021 il progetto prosegue in forma ibrida e ridotta, mantenendo viva la continuità curatoriale e sperimentale.
2022–oggi
Dal 2022 C2C Festival registra un’importante crescita di pubblico, arrivando a 42.000 presenze complessive e raggiungendo nel 2025 una quota record del 40% di spettatori internazionali. Le edizioni recenti hanno visto alternarsi artisti provenienti da scene e geografie differenti, tra cui Arca, A. G. Cook, Autechre, Blood Orange, Caroline Polachek, Caterina Barbieri, King Krule e Nala Sinephro, in un dialogo continuo tra sperimentazione sonora, nuove sensibilità pop e culture digitali. Nel 2023 è stato pubblicato il volume bilingue We Call It Avant-Pop, dedicato alle prime venti edizioni e alla traiettoria culturale del festival, con contributi di Simon Reynolds e Kode9 (Steve Goodman), oltre a numerosi altri autori e studiosi, figure chiave del pensiero musicale contemporaneo. Il percorso di internazionalizzazione ha trovato una nuova tappa nel 2025 con la prima edizione di C2C Festival NYC, ospitata al Knockdown Center di New York, segnando l’espansione oltreoceano di un progetto nato oltre vent’anni prima come rete di club torinesi.
Venticinque anni di avant-pop
A venticinque anni dalla fondazione, C2C Festival rappresenta non solo un appuntamento musicale, ma un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni dell’immaginario contemporaneo. Dalla club culture dei primi Duemila alla ridefinizione dell’avant-pop come spazio fluido tra sperimentazione e forma canzone, il festival ha accompagnato – e spesso anticipato – i cambiamenti della scena internazionale. Radicato a Torino ma proiettato nel mondo, C2C continua a essere un laboratorio culturale in cui musica, arti visive e pensiero critico si incontrano, contribuendo in modo decisivo alla costruzione dell’identità contemporanea della città e al posizionamento dell’Italia nella geografia globale dei festival di ricerca.
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L'articolo 25 anni di Avant Pop: la storia di C2C di Redazione è apparso su Rockit.it il 2026-03-12 12:25:00

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