I 5 dischi più significativi e l'album in anteprima dei Kalweit and The Spokes

29/12/2009

Torna la nostra rubrica dedicata a quei dischi italiani in grado di cambiare la vita di un'artista. Ospiti di questo episodio i Kalweit and The Spokes: nuova band formata da Georgeanne Kalweit (già nei Delta V), Leziero Rescigno e Giovanni Calella. Hanno scelto i loro 5 album più significativi e ci fanno ascoltare in anteprima il nuovo "Around the Edges", previsto per fine gennaio su Irma Records.



Che fatica dover sceglierne 5 tra gli album italiani di tutti i tempi... Comunque alla fine abbiamo selezionato 5 dischi e 5 artisti che in qualche maniera hanno un grande ascendente su di noi... (Georgeanne)



Scelti da Giovanni:
Fabrizio De Andrè
"Volume 3"
Bluebell Records (1968)

Perchè contiene delle canzoni meravigliose, un mix di favola, sogno, realtà, poesia, guerra... 
Ha un suono senza tempo e più lo si ascolta più è commovente nella sua purezza. Non si può aggiungere molto di fronte ad un capolavoro, ma si sta solo ad ascoltare...


Lucio Battisti
"Il nostro caro angelo"
Numero Uno (1973)

Un gran disco targato 1973 dove si sente sicuramente l'influenza 
psichedelica inglese e americana elaborata in una chiave tutta 
nostrana che non scade mai in scimmiottamenti... 
la copertina del disco stile "montagna sacra" lascia subito intuire 
quello che ci sarà all'interno. Sono anni fantastici dove Mogol e Battisti 
sono un vulcano di musica e parole.


Scelti da Georgeanne:
Casino Royale
"Sempre più vicini"
Black Out (1995)

Per la novità nel fare musica in quegli anni, per i testi acuti, necessari, di spessore culturale/sociale ma allo stesso tempo di una musicabilità altamente godibile per le orecchie. Ha influenzato molti questo disco ed è per questo che lo ritengo importante… anche a distanza di anni.


Mina, Giorgio Gaber
"Mina & Gaber: un ora con loro"
Ri-FI (1965)

Da Americana ritengo che Mina rimanga "the voice", tra le voci femminili Italiane, nonchè la voce che rimane sempre un riferimento (anche in questo momento, nel bellissimo duetto con Manuel Agnelli)  e per la sua capacità di commovere e far viaggiare la mente in uno spazio collettivo. Apprezzo anche Gaber, moltissimo, il disco è testimone di una qualità che oggi sembra sempre piu rara.


Fred Buscaglione
"Ricordo di Fred"
Cetra (1960)

Per come colora il paesaggio con le storie, i personaggi e un mondo che non c'è piu ma che è sempre con noi, in qualche maniera. E la musica, capace di scuotere e deliziare. Tanti artisti Italiani non esisterebbero oggi se non ci fosse stato lui per primo. C'è sempre un momento buono per riascoltare "Una Sigaretta" e rendere omaggio al grande Fred nel suo pink Cadillac nel cielo…



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